Il ” Giardino del Dialogo” luoghi di testimonianza dei martiri del male poco conosciuti. Laogai e Tibet a Torino.

Un luogo dove è possibile portare alla luce le storie del mondo delle quali si hanno scarse notizie ma non per questo meno importanti di altre. L’iniziativa prevede la presentazione e la messa in opera di targhe che racconteranno il dramma di diversi paesi e le violazioni dei diritti umani subiti dal loro popolo. Tra questi la Cina.

L’iniziativa è sostenuta dai patrocini della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dell’ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia), dell’UNCEM (Unione Nazionale Comuni  Enti Montani), di Legautonomie, del Comitato Italiano Città Unite (C.I.C.U.), della sezione italiana di RFP (Religions for Peace), che è la più grande organizzazione mondiale sul dialogo interreligioso, e dell’Osservatorio per il Pluralismo Religioso.

Grazie soprattutto anche alle Associazioni di Enti Locali, l’iniziativa sarà portata a conoscenza di migliaia di  piccoli comuni sparsi su tutto il territorio nazionale.

Il “Giardino del Dialogo” costituisce la “materializzazione” fisica di quanto contenuto nell’omonimo libro denominato appunto “Il Giardino del Dialogo”di Pasquale Totaro promotore di questa idea.

La Lagoai Research Foundation Italia ONLUS ha contribuito fornendo al fautore del progetto, materiale informativo sulla violazione dei diritti umani in Cina.

Il primo “Giardino del Dialogo” in Italia verrà inaugurato domenica 29 maggio a Motta Santa Lucia, in provincia di Catanzaro. La targa è dedicata ”.ai combattenti del Donbass  che si sono distinti nel respingere gli attacchi dell’esercito “punitore” ucraino per difendere la propria terra.

La seconda inaugurazione avverrà a Torino il 31 maggio e tratterà la violazione dei diritti umani in Cina.

Pasquale Totaro ha rivelato il contenuto della targa n.22 e della n.19 che verranno installate a Torino nel  vasto parco circonda la scuola Nievo-Matteotti (plesso Matteotti) in  corso Sicilia 40. Saranno presenti alcune personalità locali e lo stesso Preside dell’Istituto Scolastico, Andrea Rastelli.

TARGA 20

NEL PAESE DEI LAOGAI

Si onora qui la Memoria di tutte le Vittime del Comunismo in Cina: da quelle del “Grande Balzo in Avanti” del 1958-62, di Mao Tse-Tung, che provocò una carestia di proporzioni apocalittiche (le stesse fonti ufficiali cinesi parlano oggi di una cifra “minima” di 45 milioni di morti), a quelle della “Grande rivoluzione culturale proletaria” del 1966-69, anch’essa lanciata dal “Grande Timoniere”; dal massacro degli studenti in piazza Tienanmen (1989), che pose fine alle speranze suscitate dalla breve “Primavera” di Pechino, all’orrore dei “laogai” cinesi, un sistema di campi di concentramento, prigioni, centri di detenzione e ospedali psichiatrici tuttora operanti, oggi, nel terzo millennio.  Ancora oggi il lavoro forzato in queste strutture, le esecuzioni capitali, i traffici di organi umani e la persecuzione contro i pacifici praticanti della Falun Dafa (o Falun Gong), che si fonda sui principi base di Verità, Compassione e Tolleranza,  continuano nell’oblio del mondo. Martiri e Giusti, di ieri e di oggi, sono di certo: i Padri Beda Zhang e Giovanni Huang, i Vescovi Ignazio Gong (Kung) Pin-mei, Giuseppe Fan Zhongliang e Giacomo Su Zhimin; i tre eroi gentiluomini di piazza Tienanmen Lu De Cheng, Yu Zhijian e Yu Dongyue; i Premi Nobel per la Letteratura Gao Xingjian e per la Pace Liu Xiaobo; Hu Jia, attivo esponente del dissenso, gli avvocati a piedi nudi, difensori delle Vittime di soprusi, cui sono negati i più elementari diritti, tra i quali Chen Guangcheng, che ha denunciato 130.000 casi di aborti forzati. A dispetto della sua cecità, egli è considerato esempio di Luce (Guang) e Onestà (Cheng), le parole che formano il suo nome.

TARGA 19

IL DOMINIO COLONIALE CINESE IN TIBET, MONGOLIA DEL SUD E TURKESTAN ORIENTALE

Nel 1950 il Tibet fu invaso dall’esercito della Repubblica Popolare Cinese. Il Dalai Lama, capo politico e spirituale dei tibetani, tentò una pacifica convivenza con l’invasore fin quando, il 10-3-1959, esasperato dalle continue vessazioni, il Popolo Tibetano insorse al grido di “Libertà e Indipendenza!” La repressione fu feroce e il Dalai Lama dovette fuggire alla volta dell’India, dove tuttora vive. Da allora più di seimila tra biblioteche e monasteri, eredità culturale e religiosa del Paese, sono stati rasi al suolo. Quanti tentarono di opporsi ai saccheggi furono assassinati, con le loro teste spesso appese agli alberi, a mo’ di esempio, e i famigliari costretti a danzare attorno ai cadaveri per “gioire dell’eliminazione dei reazionari”. Circa 1.200.000 tibetani, un sesto dell’intera popolazione, furono uccisi o semplicemente scomparvero, dopo che “qualcuno”, nel cuore della notte, aveva bussato alle loro porte. Di Gedhun Choekyi Nyima, XI Panchen Lama, rapito dai cinesi nel 1995 all’età di sei anni, non si sono più avute notizie. Eppure la resistenza continua: ne sono stati testimoni, tra i tanti, il Dr. Tenzin Choedrak (15-4-1922/6-4-2001), monaco e medico di Sua Santità il Dalai Lama, e il Venerabile Lama Palden Gyatso, nato nel 1933, che ha scritto. “La nostra sofferenza è scritta nelle vallate e nelle montagne del Tibet. Ogni villaggio e ogni monastero può raccontare storie di crudeltà inflitte al nostro popolo e tutte queste sofferenze continueranno finché il Tibet non tornerà libero”.

Dal 2009 molti tibetani hanno scelto di autoimmolarsi con le fiamme, come gesto estremo di protesta: dopo più di mezzo secolo dalla rivolta di Lhasa, il motto è e sempre sarà: “Libertà e indipendenza”.

PERCHE’ IL GIARDINO  DEL DIALOGO ?

Per ricordare che anche nei momenti più difficili della Storia, l’Amore è al di sopra di ogni autorità di ogni fede o dubbio e codice di legge. Non impone né accetta imposizioni autoritarie e fanatiche. Rispetta ed esige rispetto.  

Quando uno acquisisce una quantità infinitesimale di Amore, si dimentica di essere Cristiano, Musulmano, Ebreo, Buddista, Induista, Bahá’í, Ateo…

Pasquale Totaro, 22/05/ 2016

 

Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation Italia ONLUS, 22/05/2016

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