Geox, l’impresa italiana che produce solo all’estero

Signoressa di Trevignano, provincia di Treviso. Pochi chilometri più a ovest il distretto industriale di Montebelluna, specializzato nella produzione di calzature sportive. E’ in questo piccolo comune del dinamico Veneto che solo sei mesi fa il gruppo Geox ha inaugurato un nuovo stabilimento. In tempi di crisi e delocalizzazioni la scelta di Mario Moretti Polegato, presidente di Geox, potrebbe apparire in controtendenza rispetto al fuggi fuggi generale delle produzioni manifatturiere dall’Italia, ma così non è. Lo stabilimento inaugurato è infatti la sede del nuovo polo logistico e dei relativi uffici amministrativi, e Moretti Polegato non ha mai trasferito la produzione dall’Italia all’estero: ha solo prodotto all’estero. L’imprenditore fin dal 1995 ha scelto infatti di produrre in ben 28 paesi diversi, Cina, Indonesia e Vietnam principalmente, lasciando nel trevigiano esclusivamente la base logistica e tecnologica. Una “intuizione” che è valsa alla Geox una crescita industriale mostruosa fino all’ exploit del 2009 con un fatturato di 865 milioni di euro. Geox si presenta dunque come il prototipo di impresa di nuova generazione, in cui si tenta di combinare la cosiddetta “qualità” del Made in Italy con i costi di produzione stracciati garantiti dalle economie dei paesi sottosviluppati. La produzione fatta eccezione per la materia prima, in questo caso la pelle, è realizzata in più paesi esteri, nel trevigiano invece impiegati, manager e ingegneri si occupano di ricerca, stile, finanza e marketing. Il segreto di questa impetuosa crescita nel mercato calzaturiero mondiale risiede però nella proprietà intellettuale: ogni stadio del processo è stato infatti brevettato. Geox fin dal suo esordio nel mercato non ha peraltro nascosto l’ambizione di diventare leader mondiale delle calzature, e proprio a questo scopo fin dal 2001 ha dato vita alla Geox School, una vera e propria scuola di formazione professionale rivolta a: neolaureati, tecnici, manager e top-manager. Oltre alla Geox School, esiste poi una formazione personalizzata che prevede la partecipazione a corsi specifici presso strutture esterne, in collaborazione con consulenti di formazione, Università e agenzie formative. Lo stesso personale di vendita dei Geox Shop viene formato attraverso incontri e corsi, seppur questo tipo di formazione non serva ad acquisire direttamente conoscenza da impiegare in azienda, esso influenza fortemente la capacità di Geox di acquisire, attraverso il personale di vendita, informazioni relative agli acquirenti. Al marketing e alla comunicazione viene quindi destinato circa il 10% del fatturato dell’azienda, una spesa dunque molto significativa ma da cui difficilmente è ormai possibile prescindere nel mercato dei prodotti calzaturieri di fascia meno economica. Un’idea ingegnosa, le scarpe traspiranti, pubblicità a tappeto, produzione all’estero, marchio italiano: ecco la ricetta Moretti Polegato. Se i costi di produzione sono così bassi come mai il costo sul mercato è sempre così elevato? Domande retoriche, l’importante è essere competitivi.

Fonte: Rassegna.it, 3 marzo 2011

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