Genitori protestano contro l’avvelenamento dei figli: arrestati dalla polizia cinese

La polizia arresta almeno 15 genitori per il blocco stradale e l’assalto al municipio dei giorni scorsi a Wenping (città di Wugang nell’Hunan), in protesta contro l’inquinamento da piombo che ha avvelenato oltre 1.300 bambini della zona. L’accusa è di essere seguaci del movimento Falun Gong.

Il Falun Gong è un movimento spirituale che Pechino ha proibito da 10 anni e i cui membri sono perseguitati con l’arresto e lunghi periodi nei campi di rieducazione-tramite-lavoro. Ma è rarissimo che gli autori di proteste sociali siano accusati di esserne seguaci.

Le autorità di Wugang dicono in un comunicato che dopo avere avuto notizia dell’inquinamento (accertato con precisi esami medici) hanno compiuto “azioni rapide ed efficaci per aiutare la popolazione. Ma un gruppetto di seguaci del Falun Gong dall’estero ha cercato di influenzare la popolazione con bugie e voci”. Intanto sono state emanate nuove severe regole, tra cui il divieto di riunirsi o di “diffondere voci”, insieme alla richiesta di denunciare i seguaci del gruppo.

I residenti dicono che l’accusa è ridicola e che nella zona non ci sono seguaci del Falun Gong e rispondono che le autorità vogliono così colpire gli autori delle proteste. Infatti è esploso uno scandalo quando le analisi mediche hanno dimostrato il grave avvelenamento del sangue da piombo in tanti bambini della zona, che abitano nelle vicinanze dell’inquinante fonderia della Wugang Manganese. L’inquinamento era stato denunciato dai residenti ma senza esito. Ora l’opinione pubblica nazionale segue la vicenda.

I residenti raccontano che la zona è presidiata dalla polizia, per cui è impossibile organizzare nuove proteste. E’ diffuso il timore che le autorità non vogliano fare nulla per aiutare i loro figli. C’è anche grande preoccupazione perché le autorità stanno cercando gli organizzatori delle proteste di agosto.

Dai Zuoyi spiega al South China Morning Post che “quando ho visto la notizia ho riso fino a star male. A Wenping non ci sono mai stati seguaci del Falun Gong. Questa è una chiara rappresaglia contro i residenti”. Il figlio di 5 anni ha troppo piombo nel sangue, che può danneggiare il sistema nervoso e quello riproduttivo, colpire la memoria e il sistema immunitario. Ora hanno arrestato suo cognate Li Changye con questa accusa: anche lui ha un figlio di 6 anni avvelenato dal piombo.

Le autorità negano di avere qualsiasi provvedimento contro i genitori, ma solo contro “probabili” membri del Falun Gong.

Intanto i residenti di Quanzhou (Fujian) hanno ottenuto una vittoria momentanea, con la chiusura della fabbrica a Fengwei. Il 31 agosto oltre 10mila residenti scesi in piazza in modo pacifico contro l’inquinamento di acqua e aria si sono scontrati per ore con oltre 2mila poliziotti quando hanno tentato di disperderli. Le autorità non hanno preso iniziative contro i dimostranti e hanno anche ritirato la gran parte della polizia che presidiava la zona. C’è una calma tesa: decine di residenti sorvegliano la fabbrica da fuori, molte donne hanno un gong da suonare se riprende a operare.

Gli abitanti accusano che da quanto nel 2007 l’impianto ha aperto, ci sono stati molti malati di cancro al fegato, ai polmoni e all’esofago, molti di più della media. Parlano di 5mila malati o a rischio sugli 80mila abitanti della zona.

Il governo ha anche promesso di indennizzare gli agricoltori che hanno avuto danni alle colture e di curare i malati. I residenti ora aspettano, ripetono che l’inquinamento è evidente e che il governo dovrà dare valide spiegazioni. Ma c’è preoccupazione, anche perché le autorità, d’accordo con imprese petrolifere leader mondiali, vogliono realizzare nella zona importanti raffinerie e impianti chimici.

Fonte: AsiaNews, 3 settembre 2009

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