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Gdf di Prato sequestra 600 tonnellate di tessuti illegali importati dalla Cina

A seguito di dieci giorni di controlli intensivi nelle aree del Macrolotto di Prato, la Guardia di Finanza ha sequestrato 600 tonnellate di tessuti importati illegalmente dalla Cina, accertando 3milioni e 650mila euro di redditi evasi oltre a 640mila euro di Iva e Irap. Nello stesso periodo le fiamme gialle hanno sequestrato due capannoni industriali e 66 macchinari. I controlli hanno visto impegnati decine di uomini della Finanza che hanno passato al setaccio alcune aziende cinesi. All’interno di un’azienda, attiva nel settore dell’importazione, sono stati trovati 22.688 rotoli di tessuti, pari a circa 600 tonnellate, illegalmente importate. In un’altra ditta di confezioni, anche questa gestita da cinesi, i baschi verdi hanno accertato un’evasione alle imposte dirette per 2 milioni e 800mila euro per costi indeducibili, non avendo la societa’ prodotto idonea documentazione fiscale a sostegno, e di 850mila euro per ricavi non dichiarati. Sono state quindi riscontrate violazioni alla normativa Iva per circa 500mila euro e constatato un omesso pagamento Irap per circa 140mila euro. I Baschi Verdi dei Comandi di Firenze, Prato, Livorno e Pisa hanno invece effettuato un controllo all’interno di due capannoni industriali situati al Macrolotto 1. L’ispezione dei locali ha permesso di scoprire 10 lavoratori al nero, di cui 7 clandestini. I due capannoni sono cosi’ stati sequestrati, unitamente ai 66 macchinari, in quanto al loro interno, oltre che venir riscontrate modifiche strutturali tali da ricavare dormitori e cucina attraverso l’apposizione di pannelli in lamiera e legno, venivano rilevate le precarie condizioni igienico-sanitarie. I due cinesi titolari delle imprese sono stati denunciati per reati relativi all’immigrazione clandestina e, con il concorso di due italiani, proprietari delle strutture, anche per le violazioni sulla sicurezza e igiene dei luoghi di lavoro nonche’ per le violazioni alla normativa edilizia.

Fonte: Adnkronos, 25 marzo 2011