CINA: Gao Zhisheng è stato rilasciato, ma non è ancora libero

Matthew Robertson,Epoch Times,10.08.2014

Gao Zhisheng, uno dei più importanti avvocati cinesi per la difesa dei diritti, è stato finalmente rilasciato. Ha trascorso quasi cinque anni e mezzo di detenzione, alcuni dei quali trascorsi nelle camere di tortura in montagna, in stanze anonime isolate da qualsiasi contatto coi familiari e più recentemente in una prigione remota.


La notizia si è diffusa su Twitter poco dopo che il fratello Gao Zhiyi è andato a prenderlo alla prigione di Shaya, nella provincia dello Xinjiang il 7 agosto. Entrambi gli uomini sembravano scortati da agenti della sicurezza che continuano a sorvegliarli e a limitarne i movimenti.

Nella foto: Geng He, moglie di Gao Zhisheng, mentre parla ai giornalisti durante una conferenza stampa del 7 agosto nella Bay Area in California. Gao Zhisheng, uno dei più importanti avvocati cinesi per la difesa dei diritti, è stato recentemente rilasciato dalla prigione, ma non è ancora libero dalla sorveglianza ufficiale e dai controlli. (Ma Youzhi/Epoch Times)

Quando un giornalista di Voice of America ha tentato di parlare con Gao Zhisheng al telefono, questi ha potuto dire solo poche parole prima che sua sorella dicesse «sta arrivando qualcuno» e velocemente gli togliesse il telefono dalle mani.

Dopo anni di maltrattamenti in prigione Gao Zhisheng ha perso alcuni denti dell’arcata inferiore, mentre quelli dell’arcata superiore gli fanno male quando mangia. Gao Zhiyi accompagnerà presto il fratello da un dentista per fargli curare i denti.

La moglie di Gao e i suoi due bambini vivono in California e non lo hanno più visto da quando sono scappati dalla Cina nel gennaio 2009.
«Ho parlato con mio marito per la prima volta in quattro anni. Anche se la conversazione è stata breve ho capito che non era più lo stesso. Ho molta paura che in prigione sia stato torturato severamente », ha detto la moglie Geng He, secondo Freedom Now, un gruppo per la difesa dei diritti umani con sede a Washington D.C. La mattina Geng ha tenuto una conferenza stampa per i media locali nella Bay Area in California ed è stata intervistata per tutto il pomeriggio.

PARVENZA DI UN GIUSTO PROCESSO

Gao è stato rilasciato dopo aver scontato un periodo di tre anni in prigione, pena largamente riconosciuta come imposta arbitrariamente.

La sentenza è stata il primo tentativo da parte delle autorità di aggiungere una parvenza di giustizia alle punizioni di Gao, punizioni che gli erano state inflitte in segreto e con estrema brutalità a partire dal 2006, in seguito a ciò che il regime cinese considerava il problema più delicato.

Nel 2004 Gao ha iniziato a rappresentare i praticanti del Falun Gong, e poi nel 2004 e nel 2005 ha pubblicato tre lettere aperte alla leadership del Partito Comunista che chiedono la fine della persecuzione dei praticanti del Falun Gong. Alla fine del 2005 Gao ha pubblicato una lettera aperta con cui si dimetteva dal Partito Comunista Cinese (Pcc).

La pena detentiva è stata ampiamente considerata niente più che la continuazione della stessa, lunga e violenta farsa. Ha guadagnato questa reputazione perché è stata formulata come una punizione per il crimine di cui era stato inizialmente accusato nel 2006, e cioè ‘incitamento alla sovversione del potere statale’.

Gli è stata originariamente comminata una pena detentiva di tre anni che è stata sospesa per due, il che significa che in realtà non è andato in prigione nel 2006, ma anche se non è stato in carcere, dal 2006 in poi è stato sostanzialmente tenuto sotto il controllo delle autorità. Quando nel 2011 stava per scadere il tempo per la sospensione della pena, le autorità di sicurezza lo hanno frettolosamente mandato in prigione, sostenendo che Gao aveva violato le condizioni della libertà vigilata.

Gao racconta di aver subito terribili torture e violenze fisiche e psicologiche durante il periodo di detenzione fuori e dentro le prigioni in Cina. In una famosa lettera scritta nel 2007 e intitolata Notte nera, cappuccio nero e sequestro della mafia nera, dice di essere stato torturato per 50 giorni, anche con bastoni elettrici, sigarette negli occhi e stuzzicadenti nei genitali.

«NON ANCORA LIBERO»

La notizia del rilascio di Gao è stata accolta sia con diffidenza che con sollievo dagli osservatori. La sua famiglia vive all’estero ma gli osservatori pensano che sia molto improbabile che anche a Gao venga permesso di raggiungere gli Stati Uniti per ricongiungersi con loro.

«Anche se Gao è stato rilasciato dalla prigione, è assolutamente evidente che non è ancora libero», ha detto Jared Gensen, il consulente legale pro bono di Gao appartenente al gruppo Freedom Now. «Fino a che non si riunirà con la moglie e i figli il nostro lavoro continuerà. Chiederò al governo cinese di rimuovere il cordone di sicurezza che circonda Gao, affinché possa parlare liberamente e incontrare chiunque voglia e possa viaggiare liberamente, sia in Cina che all’estero».

Il repubblicano Frank Wolf, sostenitore di lunga data di Gao Zhisheng, che ha assunto la sua causa come parte di un progetto per i diritti umani, si è detto «sollevato nel sentire che a Gao è stata concessa la libertà dalla tortura e dall’isolamento, anche se temo che non sarà veramente libero fuori di prigione». Wolf ha aggiunto nelle sue dichiarazioni: «Spero che gli venga concesso l’asilo negli Stati Uniti, se deciderà di chiederlo».

Dopo anni di pratica legale di successo a Pechino spesi a difendere le minoranze, i lavoratori vittime di abusi e i cristiani, lo studio legale di Gao è stato sospeso nel novembre 2005, dopo che iniziò a occuparsi dei casi di praticanti del Falun Gong perseguitati e dopo che scrisse due lettere aperte sollecitando la fine di tale persecuzione.

Dopo la chiusura del suo studio legale, Gao ha scritto una lettera aperta al capo del Pcc e premier cinese in cui descriveva in dettaglio le torture subite dai praticanti del Falun Gong. Poi, pochi giorni dopo, ha pubblicato la lettera in cui dichiarava la sua dimissione dal Pcc.

«Vivere a stretto contatto per più di una dozzina di giorni con i credenti del Falun Gong è stata un’esperienza scioccante per la mia anima», ha scritto nella lettera basata sulla sua intervista ai praticanti del Falun Gong riguardo la loro persecuzione in Cina.

«Avevo perso completamente la fiducia nel Partito Comunista Cinese (Pcc). Il Pcc ha utilizzato i mezzi più barbari, più immorali e illegali per torturare le nostre madri, le nostre mogli, i nostri figli, i nostri fratelli e le nostre sorelle. Ha reso la tortura parte del lavoro dei membri del

Partito e ha elevato il ruolo politico della tortura», ha scritto nella sua lettera.

Gao ha continuato: «D’ora in avanti Gao Zhisheng, un membro del Partito che non paga la quota associativa da molto tempo e che è stato assente dalle ‘attività del Partito’ per molti anni, dichiara di uscire dal crudele, infido, disumano e malvagio Partito».

«Questo è il giorno della mia vita di cui sono più orgoglioso».

Fonte,EpochTimes,http://www.epochtimes.it/news/gao-zhisheng-e-stato-rilasciato-ma-non-e-ancora-libero—126884

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Chinese Rights Lawyer Gao Zhisheng Freed From Prison, but Not Yet Free

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English version,click here:
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