Gadget Expo taroccati, maxi sequestro da 5 milioni: blitz in centro a Milano

Ci sono le cartoline, intramontabili anche nell’evo del web: quella con la foto del Duomo, quella dell’Albero della Vita, quella (invero lisergica) dell’Albero della Vita in piazza Duomo. Ci sono i badge in stoffa a forma di scudetto. Le matite nere col tricolore e le immancabili tazze (o meglio, i mug cilindrici col manico, all’americana) bianche. I blocchetti di foto di Castello e Navigli e le calamite da frigorifero con i principali padiglioni di Expo: Stati Uniti, Russia, Cina.

Sono i gadget turistici più classici, venduti in quattro tra le edicole più centrali che possiate immaginare a Milano, il cuore della città: una in via Torino, una in via Orefici e due in piazza Duomo, ad angolo con via Mazzini e via Mengoni. E sono, anzi erano, tutti contraffatti.

Un milione di pezzi sono stati sequestrati, tra giovedì e venerdì mattina, dagli investigatori del Servizio informativo operativo della polizia locale, guidati dal comandante Tullio Mastrangelo. Un’indagine lampo, partita meno di due settimane fa da una segnalazione confidenziale, che ha permesso di smantellare un giro d’affari imponente, non lontano dai cinque milioni di euro, e tutto in nero: una cartolina costa un euro, le tazze fino a 10, i magneti e le matite stanno nel mezzo.

Otto persone, tutti italiani tranne due edicolanti del Bangladesh, sono stati denunciate per concorso in contraffazione, ricettazione, introduzione di segni falsi sul territorio italiano, vendita di produzioni industriali mendaci. Nessuno di loro ha precedenti specifici. Il materiale, senza marchi veniva prodotto regolarmente dalla Cina, importato e poi modificato coi marchi Expo – senza alcun tipo di autorizzazione – in tre laboratori di serigrafia e tipografia di Torino, Carnate e Milano (via Ripamonti).

“Il quantitativo sequestrato è enorme – spiega Mastrangelo – e l’organizzazione che abbiamo bloccato era ben strutturata. L’attività ha accelerato quando abbiamo verificato che i quattro chioschi non erano nell’elenco dei distributori del merchandising ufficiale di Expo. Ora cercheremo di capire se tra i loro clienti ci sono altri punti vendita in città”. Il deposito per la distribuzione alle edicole del centro era uno spazio di 200 metri quadri in via San Senatore, tra corso Italia e corso di Porta Romana: un rappresentante della ditta torinese fornitrice è stato intercettato dagli agenti mentre trasportava il materiale a piedi con un carrellino, appena prima che lo consegnasse.

I ghisa hanno anche sequestrato macchine per la stampa a caldo, fatture, cataloghi e computer con i file dei marchi Expo riprodotti. “È un grosso lavoro – commenta l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli – che conferma l’attività della polizia locale: 700mila pezzi sequestrati ogni mese negli ultimi quattro anni. E dimostra la capacità di contrastare lo smercio al dettaglio e le organizzazioni a monte, non dimentichiamo che anche le mafie sono interessate a traffici del genere. La speranza è che i cittadini ci diano una mano nella lotta all’illegalità acquistando solo prodotti certificati e non frutto dello sfruttamento di lavoro nero”.

Repubblica.it,Milano,23 maggio 2015

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