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G2? No grazie: la Cina va avanti da sola

A Wen Jiabao la formula del G2 non piace ed in occasione della visita di Obama ha affermato che la Cina è un paese in via di sviluppo che deve seguire una politica estera indipendente.

“La Cina è un paese in via di sviluppo e, come tale, deve seguire una politica estera indipendente ed evitare di allinearsi con qualsiasi nazione o gruppo di stati”, ha dichiarato il premier cinese in occasione della visita del presidente americano. “Le grandi questioni globali? Dovranno essere affrontate da tutti i paesi del mondo, non solo da un paio”, ha sottolineato Wen Jiabao, pur ricordando che Cina e Stati Uniti si trovano oggi nella posizione di poter promuovere, insieme, pace, stabilità e prosperità nel mondo.

A Pechino i due leader hanno parlato della necessità di rilanciare il commercio bilaterale, di abbattere le ultime barriere di protezionismo, di impegnarsi in progetti congiunti nei settori dell’energia, dell’ambiente e della tecnologia, e a risolvere insieme lo squilibrio regionale alimentato dalle bizzarrie della Corea del Nord, ma non sono andati oltre queste pur importanti dichiarazioni di intenti.

Per i blogger quella del G2 è una trappola messa a punto dagli americani per indurre il resto del mondo a credere che la Cina sia uguale agli Stati Uniti, quindi una potenza imperialista. “Ma non lo siamo, e neppure lo diventeremo”, si legge sui blog del China Daily [1]. Altri ritengono che la Repubblica popolare debba mantenersi indipendente per dimostrare a tutto il mondo dove può arrivare con le sue sole forze. Ancora, c’è chi scrive che è ammirevole per Wen Jiabao “rifiutare” il G2 per tenere fede alle promesse fatte al suo popolo: “In Cina vivono centinaia di milioni di poveri che hanno bisogno dell’assistenza governativa per essere educati e nutriti. Se il partito avesse deciso di fare parte del G2, avrebbe dato alla politica del paese un orientamento sbagliato iniziando ad accuparsi di questioni che avrebbero reso meno importante il benessere della nazione”.

Fonte: Panorama.it, 20 novembre 2009