Frodi alimentari + 277%, l’allarme di Coldiretti. Prodotti a rischio primo posto alla Cina

S’impennano i dati su cibi e bevande sequestrati perché adulterati, contraffatti o falsificati

Il cibo in tavola al tempo della crisi. Negli ultimi anni, complice l’indisponibilità generale a spendere per mancanza di denaro e la rincorsa al risparmio anche sul mangiare di tutti i giorni, si sono moltiplicate le frodi a tavola: l’illusione di spendere meno comprando però merce di qualità scadente o addirittura contraffatta. L’incremento delle frodi è da record: il valore di cibi e bevande sequestrate perché adulterate, contraffate o falsificate, è aumentato del 277 per cento.

E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti sulla base dell’attività svolta dai carabinieri dei Nas nei primi nove mesi dal 2008 al 2014, a commento della importante operazione che ha portato al sequestro di diciotto tonnellate di alimenti scaduti, in cattive condizioni igienico sanitarie e privi di tracciabilità.

«Le frodi a tavola – sottolinea la Coldiretti – si moltiplicano soprattutto con la diffusione dei cibi low cost e sono crimini particolarmente odiosi perché si fondano sull’inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti». Quasi due italiani su tre (65 per cento) oggi hanno paura a tavola perché ritengono che la crisi abbia fatto aumentare i rischi alimentari mentre ben il 2 per cento dichiara di esserne stato vittima, secondo una indagine Coldiretti/Ixe.

Di fronte al moltiplicarsi dei casi di frode e contraffazione alimentare quasi due italiani su tre (57 per cento) chiedono che venga sancita la sospensione dell’attività. Nei primi nove mesi del 2014 sono stati sequestrati beni e prodotti per un valore di 318,7 milioni di euro soprattutto con riferimento a prodotti base dell’alimentazione come la carne (29 per cento), farine pane e pasta (16 per cento), latte e derivati (12 per cento), prodotti ittici (9 per cento), ma anche in misura rilevante alla ristorazione (15 per cento) dove per risparmiare si diffonde purtroppo l’utilizzo di ingredienti low cost che spesso nascondono frodi e adulterazioni.

L’attività dei carabinieri dei Nas nei primi nove mesi del 2014 ha portato all’arresto di ben 10 persone mentre 1310 sono state segnalate all’autorità giudiziaria e 7672 a quella amministrativa.

Nella classifica dei paesi di provenienza dei prodotti a rischio si colloca al primo posto la Cina (469) al secondo la Turchia (214) e al terzo l’India (200), tutti Paesi da cui si importano cibi a basso costo dal concentrato di pomodoro (Cina) alle nocciole (Turchia).

La Stampa,07/03/2015

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