Figlio di un rivoluzionario comunista a Xi Jinping: abolisci la dittatura

Juliet Song e Larry Ong, Epoch Times | 5/12/2015
Il figlio di un rivoluzionario, tra i fondatori del Partito Comunista Cinese, ha scritto una lettera aperta indirizzata al leader cinese Xi Jinping, per chiedergli di porre fine alla dittatura a partito unico e di trasformare la Cina in una democrazia.

«Se davvero vuoi eliminare la corruzione  ̶  scrive Luo Yu, che ha ora 71 anni e vive negli Stati Uniti  ̶  l’unico modo è quello di introdurre la democrazia in maniera graduale e ordinata. La Cina è afflitta da crisi: crisi di fede, moralità, ambiente, economia, finanza, istruzione, medicina, e delle risorse naturali  ̶  continua Luo  ̶  Come mai? La radice di tutti i problemi è la dittatura a partito unico del Partito Comunista Cinese». La lettera aperta è stata pubblicata sul quotidiano cinese Hong Kong Apple Daily, il 3 dicembre.

Luo Yu si aggiunge così alla crescente lista di ex funzionari del Partito, dissidenti cinesi, e osservatori veterani della Cina, che vedono il regime cinese sull’orlo del collasso, in contrasto con l’immagine della superpotenza nascente che le autorità cercano di far passare al mondo. La lettera arriva inoltre in un momento in cui i vertici del Partito sembrano preoccuparsi, al contrario, che il regime possa crollare qualora si allontani dalle convinzioni marxiste ortodosse.

Le famiglie di Luo e Xi hanno un trascorso importante insieme; si può capire dal modo in cui Luo si rivolge a Xi Jinping, chiamandolo ‘fratello Xi’.

Apre la lettera ricordando a Xi gli stretti legami condivisi dai loro genitori: Luo Ruiqing, un vecchio membro del Partito e fondatore dell’apparato di sicurezza pubblica del regime, e Xi Zhongxun, che in precedenza guidava il dipartimento di propaganda del Partito, sono diventati ‘stretti amici’ dopo essere stati entrambi nominati vice premier del Consiglio di Stato  ̶  il Gabinetto della Cina  ̶  nel 1959.

Le loro mogli avrebbero poi assistito insieme a rappresentazioni presso la Grande Sala del Popolo, e si sarebbero incontrate ancora quando Luo Ruiqing è morto di malattia nel 1978. Hanno mantenuto i contatti dopo che Xi Zhongxun è stato posto agli arresti domiciliari  ̶  in parte orchestrati da Bo Yibo, padre del caduto membro del Politburo Bo Xilai  ̶  nella città meridionale cinese di Shenzhen, dopo che Xi Zhongxun aveva sostenuto il premier cinese riformista Hu Yaobang negli anni 80.

Nella lettera, Luo si congratula poi con Xi Jinping per essere riuscito a rimanere al potere, nonostante il tentativo di colpo di Stato da parte della fazione politica rivale (composta dall’ex membro del Politburo Bo Xilai, e da Zhou Yongkang, l’ex capo della sicurezza), ma insiste sul fatto che la sua campagna di lotta alla corruzione nel Partito porterà alla fine al suo crollo.

«L’intero Partito Comunista è marcio. Nessun funzionario non è corrotto, e opponendoti alla corruzione, ti stai opponendo al Partito  ̶  scrive Luo  ̶  e nel Comitato permanente del Politburo hai un sostenitore, un neutro, e quattro che vogliono la tua caduta».

Con la miriade di problemi che affliggono la Cina e che stanno accelerando il collasso del regime, Luo Yu afferma che Xi dovrebbe consentire la libertà di stampa, la formazione di nuovi partiti politici, le elezioni democratiche, stabilire un sistema giudiziario indipendente, e passare il controllo dei militari dal Partito alla nazione.

«Hai affermato alle Nazioni Unite: “Pace, sviluppo, equità, giustizia, democrazia e libertà sono valori comuni di tutta l’umanità” […] Ti prego, non dire una cosa per poi farne un’altra».

«La Rivoluzione Culturale, il massacro di piazza Tiananmen e la persecuzione del Falun Gong sono tutti casi in cui il Partito ha seguito la strada del violare la legge».

Nel concludere la lettera, Luo scrive: «I nostri padri erano rivoluzionari chiave ai tempi di Mao Zedong […] Ma dopo la rivoluzione, invece di un governo democratico, abbiamo avuto una dittatura. Questa è la differenza tra Mao e l’America di George Washington».

«Pensavo che potessimo parlare tranquillamente, essendo fratelli con un passato simile  ̶  aggiunge Luo alludendo al loro patrimonio come principini, o figli dei leader rivoluzionari  ̶  Ma sono costretto a urlare, in quanto non vi sono canali di comunicazione in una dittatura».

 

Fonte: Epoch Times, http://epochtimes.it/n2/news/figlio-del-rivoluzionario-cinese-consiglia-a-xi-jinping-abolisci-la-dittatura-3010.html

Articolo in inglese ;

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