Fiaccolata per la liberazione dei sequestrati nel Sinai e considerazione finale

Sulla scalinata del Campidoglio a Roma, il 1° febbraio 2011, si sono radunati molti africani, sacerdoti e laici, i rappresentanti di 50 associazioni (fra le quali due importanti sigle sindacali) e vari esponenti della politica e della cultura, compreso il sindaco Gianni Alemanno, per rendere nota e denunciare la drammatica situazione dei profughi del Corno d’Africa, caduti nelle mani di trafficanti di uomini nel deserto del Sinai. Le notizie sono fornite dai parenti degli ostaggi e da chi ha potuto pagarsi il riscatto. Dei 250 profughi sequestrati ne sono spariti 100, trasferiti o venduti ad altri trafficanti. Otto sono stati uccisi e 4 sottoposti ad espianto di rene come forma di pagamento per la libertà. Incatenati, affamati, sottoposti a violenze e sevizie di ogni tipo, questi sventurati erano stati indotti a partire dai villaggi natìi  per la speranza di un lavoro in Israele, invece sono stati intercettati e fatti prigionieri. Il loro numero è destinato a crescere per l’indifferenza degli stati confinanti e per i profitti dei predoni.  Si dà colpa all’Europa per la chiusura delle frontiere e si auspica un piano di evacuazione umanitaria, che garantisca a questi nuovi schiavi la protezione internazionale cui hanno diritto.  La colpa a mio avviso non è però dell’Europa, ma di quelle superpotenze che,  per i loro interessi politici ed economici, hanno separato l’Europa dall’Africa, imponendo una improvvisa e mostruosa accelerazione cronologica, 2000 anni!, alle popolazioni passate di colpo dall’influenza europea alla loro. Dal non rimpianto ordinamento tribale, che ha avuto una sua funzione e un suo immaginario anche al tempo delle colonie,  alla democrazia in 24 ore! Solo popoli senza storia, e cioè senza esperienza di vita vissuta, potevano concepire un simile disegno: abolire il passaggio graduale da una forma di governo ad un’altra. Ma, se “Natura non facit saltus” e se il prezzo è la sofferenza e il sangue degli indifesi, che importa? Alle superpotenze premeva  solo cancellare l’Europa da quelle contrade per insediare i loro stati fantoccio politically correct.

Maria Vittoria Cattania

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