Famiglia cinese si nasconde per sfuggire all’aborto forzato del terzo figlio

La BBC ha rilasciato un report intitolato “ I bambini proibiti in Cina sono ancora un problema” che conferma che con la nuova politica dei due figli, gli aborti forzati rimangono ancora una minaccia per donne incinte del terzo figlio.


In questo report, John Sudworth, corrispondente della BBC da Pechino, intervista il padre di una famiglia che si sta nascondendo perché sua moglie ha appena dato alla luce il loro terzo figlio. Il report descrive l’uomo come “Ansioso e al limite ma ancora deciso nel raccontare la sua storia” .

Il padre ha detto alla BBC “ un terzo figlio non è permesso quindi abbiamo preso in affitto un ‘altra casa distante dalla nostra città. Il governo locale esegue delle verifiche sulle gravidanze ogni tre mesi. Se non ci fossimo nascosti, ci avrebbero obbligato ad abortire”.

La famiglia è riuscita a sfuggire all’aborto forzato nascondendosi, ma appena usciranno allo scoperto dovranno affrontare una multa che può equivalere a dieci volte il loro stipendio annuale. “Non abbiamo i soldi per una tale multa, non sappiamo che fare” ha detto il padre alla BBC, che comunque non rimpiange la sua scelta “Quando guardo il nostro bambino sono felice”.

Il passaggio dal figlio unico ai due figli per coppia è avvenuto un anno fa la settimana scorsa. Per l’anniversario, Sudworth ha voluto analizzare le conseguenze di tale cambiamento ed ha coperto che la brutale macchina esecutiva è ancora attiva in concomitanza dell’ostinato controllo cinese sulle nascite o meglio, sugli “uteri femminili”.

Reggie Littlejohn, Presidente dell’organizzazione “Women’s Rights Without Frontier” ha dichiarato “Questo report, così forte, conferma tutto ciò che ho sempre detto: la nuova politica dei due figli non porterà al termine la pratica dell’aborto forzato. Chen Guangcheng, cieco attivista, ha twittato: “Questa nuova politica non è niente di cui essere felici. Prima il CCP avrebbe ucciso ogni bambino dopo il primo, ora sarà lo stesso ma dopo il secondo.”ChinaOneChildPolicy

“Con la politica dei due figli, il corpo di una donna rimane nelle mani dello Stato.” continua Littlejohn. “Tutta l’infrastruttura di coercizione rimane in forza con controlli sulle gravidanze ogni tre o sei mesi.”

Il mio cuore va a queste famiglie, obbligate a nascondersi e diventare fuggitivi per evitare l’aborto forzati del loro terzo figlio. Sono intrappolati tra la gioia di tenere tra le braccia il nuovo bambino e la paura di cosa gli succederà una volta che usciranno allo scoperto non potendo pagare la multa che ne consegue.”

Chissà se perderanno anche il loro lavoro, diventando poveri e bisognosi, tutto per mettere al mondo un loro figlio, che è un diritto umano. Sudworth ha anche visitato la il centro di pianificazione familiare della zona, dove ha chiesto ad un ufficiale se aborti forzati erano già stati eseguiti in quella sala operatoria.

L’ufficiale ha risposto “molto pochi” e ha aggiunto, nessuno per “almeno 10 anni” . Sudworth ha pensato “Dove nel mondo si potrebbe trovare un ufficio statale che ammette che qualche sua collega ha rapito, trascinato e operato forzatamente una donna, non importa per quanto tempo? In quale altro posto il “molto pochi” può essere considerato un’alternativa accettabile ad una totale negazione?”

La collega di Sudworth ha poi chiamato svariati centri di pianificazione ed ha parlato a vari ufficiali scelti in maniera casuale. Si fingeva incinta del suo terzo figlio e chiedeva come avrebbe potuto fare per tenerlo. Tutti gli ufficiali le rispondevano che avrebbe dovuto pagare una multa dal volere dieci volte il reddito annuale di una persona.

L’impossibilità di pagare una tale multa ha portato molte donne a scegliere l’aborto anche se non avrebbero fatto altrimenti. Oltre a questo, alcuni impiegati ufficiali sono andati oltre, ingaggiando in visite coercitive nelle abitazioni per persuadere le donne ad abortire. Uno degli impiegati ufficiali ha detto a Sudworth “Se tu ce ne rendi consapevole, ti troveremo e ti convinceremo a non far nascere quel bambino”

Un altro ufficiale invece ha detto: “ Ti troveremo sicuramente e persuaderemo per farti abortire” .

Alla domanda di avere un terzo figlio a costo di pagare la multa, un terzo ufficiale ha risposto “No. Semplicemente non puoi”.

Dalle risposte degli ufficiali, si deduce che anche con la nuova legge dei due figli il sistema informativo che riporta agli ufficiali di pianificazione familiare se una donna è illegalmente incinta, probabilmente fornito da vicini, collaboratori colleghi etc pagati per controllare lo stato di gravidanza delle donne è ancora in piedi.

Il sistema Orwelliano di informazione è ancora attivo. Il governo cinese continua a condurre ricerche e distruggere il sogno di donne che desiderano disperatamente il loro bambino.

Questo è accaduto Feng Jianmei e Wujian, due donne che sono state tirate fuori dai loro nascondigli e fatte abortire. Inoltre, che cosa significa la parola persuadere qui? Significa forzare una donna a lasciare le sue impronte digitali su un documento per il consenso come hanno fatto a Feng Jianmei? “Batto le mani al brillante giornalismo investigativo di John Sudworth e la sua collega, ed il coraggio della BBC nel pubblicare questo Report” ha concluso Littlejohn. “E’ estremamente difficile trovare persone che vogliono parlare ai media occidentali della pratica dell’aborto forzato che continua in Cina a causa della severa ritorsione del governo cinese contro le famiglie” .

La storia di questa coppia coraggiosa che si nasconde deve essere resa nota al mondo intero. Sarebbe il miglior uso di questo report investigativo.

Reggie Littlejohn,02/11/2016

Traduzione E.R. Laogai Research Foundation Italia Onlus

English article,WRWF:

Report BBC:

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.