Falsi attestati sulla 626 comprati dalle ditte cinesi

E’ l’ultima frontiera dell’illegalità nella gestione delle aziende del dragone I dati sui controlli in commissione: il 70% non si regolarizza ma paga le multe.

PRATO. I soldi li trovano per quel pezzo di carta da appendere al muro o, all’evenienza, tirare fuori dal cassetto appena un ispettore bussa alla loro porta. Dimmi se hai frequentato un corso sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e ti dirò se sei da controllare. «Le ditte cinesi tendono più a comprare che acquisire competenze: ultimamente – fa sapere Mauro Margheri, dirigente dell’Asl Toscana Centro che si occupa delle professioni della prevenzione – stiamo assistendo a un mercimonio di attestati di formazione». E tutto questo sarebbe con la complicità di alcuni studi di consulenza italiani cui s’appoggiano le aziende cinesi.

La fotografia del fenomeno è stata scattata in palazzo comunale durante la riunione congiunta delle commissioni 2 e 3 dove Renzo Berti, responsabile del piano straordinario per il lavoro sicuro per la Regione Toscana, ha presentato i risultati a venti mesi dall’avvio del progetto triennale (2014 – 2017) che vede impegnati 74 tecnici di prevenzione di cui 50 attivi su Prato.

Pochi si regolarizzano. L’andamento delle ispezioni è a buon punto ma la quota di aziende regolari si attesta soltanto intorno al 30% (venti mesi fa era quasi il 7%): al 30 aprile di quest’anno sul territorio pratese erano quasi 3mila le aziende verificate (il 72,4% del totale) mentre entro la fine dell’anno gli ispettori Asl contano di entrare in altri 1171 capannoni. «A Prato abbiamo la peggiore incidenza di irregolarità che sfiora l’80% diversamente da quanto accade nelle aree di Firenze e Pistoia. Ancora prevalgono situazioni in prima battuta irregolari perché l’adeguamento scatta in un secondo momento a fronte della multa (1500 euro, ndr). La sicurezza, del resto, non scaturisce dall’azione del controllore ma dalla consapevolezza dell’imprenditore. Occorre rafforzare gli sforzi per infrangere, con la comunità cinese, una barriera che rimane alta dal punto di vista comunicativo».

Gli fa eco il consigliere Giorgio Silli di Forza Italia: «Dieci anni fa potevamo sperare sulle seconde generazioni: l’inversione di tendenza non c’è stata e la maggior parte di queste aziende è guidata da cinesi di seconda generazione».

Molti incassi, buon segno.

Inadempienti sulla sicurezza, in regola con le multe. Su quasi 5 milioni di euro di sanzioni incassate nel 2015 e provenienti di territori di Firenze, Empoli, Pistoia e Prato, quasi 2,8 milioni arrivano dalla nostra provincia mentre l’83% ottempera alle prescrizioni su un campione di quasi 4mila imprese verificate. «Una volta le aziende irregolari sparivano, ora invece restano e pagano – fa notare Berti – Il fatto che paghino così tanto le multe e poi si adeguino, sia pure in seconda battuta, può essere sintomo di un radicamento sul territorio».

Ma la direzione del lavoro dov’é? I risultati dei controlli rivelano un deficit a Prato rispetto al ruolo della direzione territoriale del lavoro. Qui le squadre di tecnici vengono affiancate soprattutto dagli agenti di polizia municipale mentre scarso è l’affiancamento della Dtl (sotto organico a Prato) il cui contributo aumenta invece su Empoli e Firenze. In questi venti mesi gli ispettori del lavoro hanno fatto infatti affiancamento soltanto per 264 volte, contro le 1.274 presenze a Firenze. Un problema di scarsa considerazione politica per Prato che il consigliere Aldo Milone (Prato libera e sicura) non ha mancato di sottolineare durante i lavori della commissione.

Da piano straordinario a ordinario. “Lavoro sicuro”, fase due fino al 2020. La giunta regionale ha appena deliberato una proroga del piano di prevenzione per tutta la durata della legislatura con il passaggio dalla fase straordinaria a quella ordinaria. Previsto per il 2017 un maxi concorso che servirà in parte ad assumere a tempo indeterminato i tecnici già utilizzati per il triennio 2014-2017 (si parla del 40% dei posti a disposizione).

Offensiva contro rifiuti illeciti. Contro lo smaltimento degli scarti abusivi l’unione fa la forza. Dai primi mesi dell’anno i tecnici di prevenzione dell’Asl supportano gli operatori di Asm e gli agenti di polizia municipale nelle loro attività di contrasto. «Facciamo due uscite al giorno con Asm – spiega il dirigente dell’Asl Margheri – Abbiamo una funzione ausiliaria e nei casi di presunta violazione facciamo una segnalazione alla polizia municipale quando questa non è presente».

Il Tirreno ediz. Prato,01/06/2016

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