Ex psichiatra racconta gli orrori degli istituti psichiatrici in Cina

Leo Timm , Epoch Times | 3/12/2015

Guidato dalla sua coscienza, lo psichiatra cinese Ma Jinchun ha abbandonato la sua carriera e la sua ricchezza per trasferirsi negli Stati Uniti, dove ha discusso degli abusi del regime comunista nei confronti dei dissidenti politici e dei prigionieri religiosi.

Il dottor Ma ha lavorato presso un istituto mentale sotto la giurisdizione dell’Ufficio degli Affari civili di Shanghai, dove nell’agosto del 2014 ha incontrato l’anziano dissidente Qiao Zhongling. Qiao, che ha passato gli ultimi cinque anni e mezzo negli ospedali psichiatrici, attualmente si trova nell’istituto di Shanghai, dove accusa danni al sistema nervoso causati da farmaci somministrati con la forza.

Come per molti altre persone che il Partito Comunista ha etichettato come nemici politici, la polizia aveva bollato Qiao come malato di mente e lo aveva inviato al Civil Affairs First Psychiatric Center di Shanghai. L’ospedale psichiatrico cinese, noto eufemisticamente come ‘Ankang’ o letteralmente ‘pace e salute’, è un’istituzione appositamente creata per prendere ‘due piccioni con una fava’ – da un lato evita la procedura di carcerazione legale e dall’altro degrada il prestigio della vittima.

Da giovane Qiao era stato incarcerato negli anni 60 per presunte simpatie di destra e, nei decenni successivi, era stato ulteriormente perseguitato per il suo sostegno alla democrazia e per le sue critiche nei confronti del Partito Comunista. A seguito del massacro di piazza Tiananmen del 1989, aveva accresciuto la sua popolarità assieme ad altri dissidenti di spicco come Wei Jingsheng. Sin dal 1979 Qiao è stato più volte arrestato o molestato dal regime cinese. Quando nel 1980 era stato arrestato e condannato a una pena detentiva di tre anni con l’accusa di essere un ‘controrivoluzionario’, Wei Jingsheng, della Cina settentrionale, aveva ricevuto una condanna a 15 anni di carcere. Dopo il suo rilascio, Qiao è stato sorvegliato, gli è stato impedito di lavorare normalmente ed è stato sottoposto a pressioni per convincerlo a spiare altri dissidenti. La polizia ha anche cercato di orchestrare il suo matrimonio.

In un’intervista con New Tang Dynasty Television (Ntd), Ma Jinchun, emigrato negli Stati Uniti nel giugno 2015, ha raccontato che, prima ancora di entrare in contatto con Qiao a Shanghai, era già turbato riguardo alle violazioni dei diritti umani perpetrate dalle autorità cinesi – i prigionieri politici relegati negli istituti psichiatrici cinesi vengono picchiati e torturati, e sono anche costretti a subire le iniezioni di farmaci dannosi. Per cui, dopo essersi documentato sulla biografia di Qiao e aver trovato conferma dell’orribile trattamento che gli era stato riservato all’interno delle strutture psichiatriche cinesi, Ma ha deciso che doveva agire. «Gli psicofarmaci hanno avuto delle ripercussioni su Qiao Zhongling, provocandogli un continuo tremolio delle sue mani e della sua bocca», ha raccontato Ma. «Soffre anche di colesterolo alto, perdita di memoria e altri sintomi. Le sue condizioni di salute sono pessime».

Tuttavia, quando Ma aveva cercato di condividere con un collega l’idea di abbassare il dosaggio dei farmaci di Qiao, si era sentito rispondere che «chiunque di questi tempi osi opporsi al Partito Comunista è lui stesso un malato di mente». Ha persistito nel suo impegno di aiutare Qiao, ma ha incontrato continuamente ostacoli. In seguito, il personale amministrativo l’aveva direttamente avvertito di non ficcare il naso negli affari politici, ed è stato così che, disilluso, ha deciso di lasciare la Cina.

L’ABBANDONO DI UN SISTEMA CARENTE

Nato a Shanghai nel 1970, Ma Jinchun è diventato psichiatra nel 2000, ha conseguito un diploma alla facoltà di legge nel 2004 ed è poi divenuto avvocato specializzato nelle controversie mediche. Tuttavia, i successivi cinque anni hanno lasciato in lui poche speranze nei confronti del sistema legale cinese, dove la corruzione e le scappatoie favoriscono quasi sempre coloro che hanno soldi e conoscenze politiche. «Non c’è nessuna legge in Cina», ha dichiarato Ma Jinchun a Ntd. «È tutta una questione di legami. Gli avvocati di successo trascorrono l’80 per cento del loro tempo a occuparsi delle pubbliche relazioni, e il 20 per cento a occuparsi dei loro casi».

Ma è stato particolarmente influenzato dall’esempio di Gao Zhisheng, avvocato proveniente da un ambiente povero la cui difesa appassionata e di successo, persino di clienti meno abbienti nella società, l’ha contraddistinto come uno dei migliori della Cina. Tuttavia, quando Gao si è scontrato con il Partito Comunista per aver difeso alcuni praticanti del Falun Gong (una disciplina spirituale tradizionale che il regime sta reprimendo dal 1999), è stato molestato, sorvegliato e alla fine sequestrato e arrestato dalla polizia. Gao, che attualmente si trova agli arresti domiciliari, ha dovuto patire torture simili a quelle sperimentate dagli stessi praticanti del Falun Gong, in circa nove anni di detenzione. Ma Jinchun aveva letto, sui libri scritti da Gao, che era cristiano e in seguito ha deciso di intraprendere anche lui lo stesso percorso di fede. Il cambiamento è avvenuto dopo che Ma aveva parlato con un suo collega avvocato, che in punto di morte gli aveva confidato i suoi rimorsi di coscienza per aver operato nel corrotto sistema legale cinese.

L’ESPOSIZIONE DI UN MONDO DI TERRORE E REPRESSIONE

Determinato a salvare quelli come Qiao Zhongling e i praticanti del Falun Gong imprigionati, prima di rifugiarsi all’estero Ma Jinchun ha cominciato a raccogliere informazioni. Tra le numerose prove inerenti al caso di Qiao sono incluse le cartelle cliniche, i referti di laboratorio, le raccomandazioni mediche a lungo termine, gli appelli alle autorità e ad altri dissidenti. Qiao ha anche girato segretamente dei video in ospedale con il cellulare, che descrivono le sue esperienze.

Tra i tanti dissidenti con i quali Ma Jinchun ha parlato c’è anche Cai Guoming, cittadino di Shangai che è stato internato per 16 anni, poiché aveva lanciato un appello alle autorità per richiedere un cambio di lavoro. Cai lavorava nella mensa dell’ospedale e nonostante non fosse un malato di mente, era costretto ad assumere psicofarmaci.

Un altro esempio è il 62enne Wei X, un altro paziente dell’ospedale di Shanghai. Wei è stato rinchiuso per 14 anni e il suo reato consisteva nell’aver presentato una denuncia contro le autorità perché lo avevano costretto a cambiare residenza. Quando Ma ha domandato a Wei il motivo per cui era stato relegato nell’istituto per malati mentali, lui ha risposto: «È stato perché non volevano darmi la mia casa».

Tali abusi sono comuni nei casi attinenti al Falun Gong. Secondo lo studio Political psychiatry in China today and its origins in the Mao era [La psichiatria politica nella Cina dei nostri giorni e le sue origini nell’era di Mao ndt] di Robin Munro, pubblicato nel 2002 dalla Human Rights Watch e dal Geneva Institute on Psychiatry, l’utilizzo degli ospedali psichiatrici in Cina per punire i dissidenti politici e gli individui con pensieri ‘scorretti’, era costantemente diminuito nel corso degli anni 90. Munro ha anche riportato che con l’inizio della persecuzione del Falun Gong, la frequenza di questi abusi è cominciata nuovamente ad aumentare.

Secondo le indagini dell’Organizzazione Mondiale per indagare sulla persecuzione del Falun Gong, centinaia di ospedali psichiatrici cinesi a livello provinciale, cittadino, di contea e distrettuale, sono coinvolti negli abusi sui praticanti incarcerati. La tortura, il lavaggio di cervello e altre violazioni, vengono utilizzate come mezzi per costringere i praticanti del Falun Gong a rinnegare il loro credo. Sebbene Ma Jinchun non abbia assistito personalmente ad alcun abuso nei confronti dei praticanti del Falun Gong, ha riferito che la sua esperienza con Qiao Zhongling e con altri dissidenti era stata sufficiente per convincerlo della veridicità delle accuse.

Ma Jinchun ha raccontato che quando Qiao l’ha ringraziato per il suo impegno, lui ha risposto: «Professor Qiao, se non fosse per la sua opposizione alla dittatura comunista, lei avrebbe potuto essere un insegnante di una qualche università cinese, possedere una casa e un’auto ed essere circondato da bambini. Lei non sarebbe qui. Ha sacrificato tanto per la libertà della Cina. Sono io quello che deve dire grazie a lei». Un attimo dopo, Qiao ha detto: «Lei è come un martire dei tempi antichi!»

Fonte,Epoch Times,03/12/2015

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