TIBET: ex prigioniero politico muore a 79 anni causa abusi

Tenzin, a Lhasa, la capitale della cosiddetta Regione Autonoma del Tibet (TAR), era stato incarcerato per due volte dalle autorità cinesi, subendo torture estreme. Secondo le fonti, ha perso la vista a causa delle gravi torture durante la prigionia e il deterioramento della sua salute dopo il suo rilascio. Non è mai stato chiarito il motivo della reclusione.

Secondo un rapporto di Human Rights Watch nel 2015, la tortura è ancora una pratica comune nelle carceri cinesi, con la polizia che violano i regolamenti e i tribunali che ignorando le regole volte a escludere le prove e le confessioni ottenute dai maltrattamenti.

La Società Internazionale per i Diritti Umani (ISHR) ritiene che la tortura sia ampiamente utilizzata e sistematicamente attuata dalle autorità cinesi.

Le vittime sono molto spesso i sostenitori dei diritti civili, attivisti e minoranze etniche, come i tibetani e uiguri. La tortura ha luogo nelle stazioni di polizia, campi di rieducazione e carcere, centri di interrogatorio, carceri, centri di rieducazione, strutture psichiatriche e altri luoghi di detenzione.

Nonostante ogni prova, la Cina, di fronte la revisione dei diritti umani da parte delle Nazioni Unite, nega la detenzione di prigionieri politici e l’uso della tortura.

Tulku Tenzin Delek, filantropo e lama tibetano ampiamente rispettato, è morto il 12 luglio 2015 in circostanza discutibili.

Traduzione Laogai Research Foundation Italia ONLUS


Fonte: Phayul.com

English article: Ex political prisoner dies at 79

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