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Esecuzione in Cina, Londra infuriata

Dopo l’esecuzione di Akmal Shaikh, il 53enne inglese condannato a morte in Cina per traffico di droga, il ministro degli Esteri britannico ha convocato l’ambasciatrice cinese a Londra.

La Gran Bretagna, ha spiegato una portavoce del ministero, vuole “ribadire” alla diplomatica Fu Ying la propria condanna nei confronti dell’esecuzione di Akmal Shaikh, giustiziato nonostante le richieste di clemenza avanzate dal governo di Londra e dalla famiglia.

Fonte: TgCom, 29 dicembre 2009