Entra in vigore la nuova legge anti-terrorismo in Cina

Con l’entrata in vigore della nuova legge, ritenuta controversa dagli osservatori occidentali, sono forti le preoccupazioni per i trattamenti che questa porterà nei confronti degli uiguri. “Gli uiguri sono visti dal come una minaccia etnico-nazionalista per lo Stato”, ha detto Sharon Hom, direttore esecutivo di Human Rights in Cina, aggiungendo che “l’Islam è visto come la struttura portante dell’identità uigura e la Cina ha intrapreso una dura azione per reprimerla e per soffocare il sentimento nazionalista uiguro”. Alcuni fra i gruppi che sono nati nella regione dello Xinjiang, contrari agli atti di violenza, ancora oggi per il governo cinese sono accusati di essere terroristi e controrivoluzionari.

Tra i metodi di repressione più diffusi da parte del governo ci sono abusi sistematici, detenzione di prigionieri politici, torture e scomparse. Gli uiguri continuano a essere la sola etnia in Cina soggetta alla condanna a morte per crimini politici. Le esecuzioni sono spesso pubbliche e sommarie.

“La repressione politica da parte del governo cinese è caratterizzata dalla mancanza della libertà di parola, d’associazione e d’assemblea”, afferma il ricercatore dell’Uyghur Human Rights Project Henryk Szadziewski.

Lo Uyghur Human Rights Project (UHRP) ha dichiarato preoccupazione riguardo alla nuova legge antiterrorismo adottata dalla Repubblica Popolare Cinese (PRC) il 27 dicembre 2015 e in vigore dal 1 gennaio 2016, per le violazioni dei diritti umani contro il popolo uiguro nel Turkestan orientale:

– Le definizioni ampie e vaghe di “terrorismo” e “estremismo religioso”, contenuta nella legislazione sono un tentativo di criminalizzare le espressioni pacifiche di credo religioso e legittimare la pesante repressione nel Turkestan orientale al fine di eliminare ogni opposizione uigura.

– Gli sforzi dello Stato cinese col fine di porre in silenzio tutti gli uiguri, giornalisti o cittadini allo stesso modo, etichettandoli come “terroristi” accusandoli di diffondere “voci” consolidano il racconto che la Cina deve affrontare una minaccia terroristica nel Turkestan orientale.

– La mancanza di controllo sulle forze di sicurezza statali non farà terminare l’uso eccessivo della forza e le uccisioni extragiudiziali nelle operazioni “antiterrorismo”. La legge garantisce la massima autorità per le forze di sicurezza della Cina per condurre le violazioni dei diritti contro la popolazione uigura, riducendo la tutela dei legittimi diritti del popolo uiguri. In pratica, la Cina ha fornito l’immunità alle sue forze di sicurezza per affrontare il dissenso e la protesta criticadel governo repressivo nel Turkestan orientale.

– La promulgazione di campagne di educazione di massa sul “contro-terrorismo”, ha lo scopo di scovare pacifici oppositori uiguri all’interpretazione del governo di “estremismo religioso”.

Fonte: UHRP, 1 feb 16

Traduzione Laogai Research Foundation Italia ONLUS

English article: China’s New Counter-Terrorism Law and Its Human Rights Implications for the Uyghur People

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