Economia: Cambi, cinesi preoccupati. Dollaro a rischio?

Roma, Italia – Ricomincia una nuova settimana all’insegna delle dichiarazioni dei vari Capi di Governo e Banchieri Centrali. Durante il week end ha parlato anche Bernanke, ma soprattutto, nel meeting preparatorio del G20 di Londra del prossimo mese di Aprile (ormai si organizzano anche eventi preparatori di altri eventi) ognuno ha cercato di dire la sua sulla crisi. Ebbene Bernanke ha affermato che la crisi durera’ ancora anche se si vedra’ un livellamento a breve, purtroppo pero’ la disoccupazione salira’ ancora.

Chi si e’ detto veramente preoccupato e’ invece il Premier Cinese Wen Jiabao il quale ha affermato che la Cina detiene una quantita’ enorme di titoli di Stato denominati in dollari e che la speranza e’ che Gli Stati Uniti possano mantenere la capacita’ di attirare capitali e la capacita’ poi di rimborsarli. Se queste sono le premesse, a Londra ne vedremo ancora delle belle. In ogni caso la dichiarazione pone ovviamente dei quesiti, il primo dei quali e’ il seguente: E se i Cinesi cominciassero a vendere parte dei titoli in dollari che detengono, che succedera’? Quali saranno i riflessi sul biglietto verde ? Eurusd salira’ nuovamente verso livelli che eravamo abituati a vedere solo qualche mese fa oppure la situazione congiunturale Europa sara’ tale da invitare a diversificare su altre valute? E lo Yen? E quali i riflessi sulle valute emergenti.

Certo che in questo quadro si possono fare solo delle grandi ipotesi, nulla piu’, del resto questa crisi e’ ancora lontano dall’essere risolta e ogni giorno potrebbe accadere qualcosa che smentisce le notizie del giorno precedente. Se e’ vero che i Cinesi corrono dei rischi a livello di titoli di Stato in dollari, e’ altrettanto vero che il Vecchio Continente, la cui valuta e’ stata quella che piu’ aveva beneficiato (o pagato se si vuol mettere in un altro modo) della debolezza del dollaro, potrebbe oggi non riuscire a tollerare piu’ una valuta forte.

A tal proposito attendiamo con interesse il dato di Oggi sullo Zew tedesco, atteso in calo deciso dal -5.8 del mese scorso (consensus a -7.3 anche se qualcuno parla di un possibile -10).

L’economia europea e’ molto variegata e se da un lato i Tedeschi non vogliono tassi troppo bassi, dall’altro qualcun altro in Europa li vorrebbe a zero, per non parlare della crisi degli ex paesi dell’est.

Il quadro tecnico di Eursud lascia intendere la voglia di salire almeno fino alla mm 100 , passante a 1.3190 , senza contare pero’ che l’area di 1.3300 rappresenta un livello cruciale oltre il quale potremmo prospettare un cambiamento del trend in atto che pare ancora ribassista. Questo livello appare anche come il 38.2% di Fibonacci di tutto il ribasso iniziato a Dicembre in area 1.4700.

Oltre ad un possibile indebolimento del dollaro pero’ dobbiamo mettere in conto anche un possibile calo dello Yen dopo i disastrosi dati di venerdi’ sulla produzione industriale, in calo del 31% su base annua.

La divisa giapponese ha corso troppo, soprattutto grazie al fatto di rappresentare la valuta rifugio o una delle valuta rifugio piu’ importanti ed ora , la seconda economia del mondo deve far fronte ad un calo delle esportazioni rilevante oltre ad un calo della domanda interna senza precedenti.

Come al solito l’arma della svalutazione viene lasciata per ultima, ma e’ certamente quello che potrebbe accadere non appena i mercati si stabilizzeranno. Tutti i cross contro Yen sono ancora deboli anche se riteniamo che ogni ulteriore indebolimento rappresenti una occasione interessante per vendere Yen. L’unica eccezione potrebbe ancora essere rappresentata dall’EurYen che, nel caso di indebolimento strutturale della moneta unica, potrebbe scendere verso livelli vicini a 110.00 (Questo articolo non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio e si esclude ogni responsabilita’ derivante dal suo utilizzo).

Asca, 16 marzo 2009

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