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E LA BANDIERA DEI TRE COLORI E’ SEMPRE STATA LA PIU’ BELLA ….

…noi vogliamo sempre quella, viva viva la libertà.
Gli artigiani ed industriali italiani non dimostrano troppa solidarietà ai colleghi che denunciano l’invasione cinese nei loro specifici settori. Anzi non la manifestano affatto. Lo apprendiamo anche da “Report” di Milena Gabbanelli (RAI TRE, 6/12/2009, ore 23,05), che manda in onda il caso di due imprenditrici del forlivese, specializzate in imbottiture di divani e poltrone. Le due signore, Elena ed Emanuela, di cui non ho fatto in tempo a scrivere il cognome, lamentano l’irruzione e diffusione del prodotto cinese anche nell’area del mobile imbottito. Subito dopo le loro esternazioni, gli ordini delle ditte italiane dell’entourage e non solo, abituali partner in affari, finiscono. Di colpo. Le altre imprese italiane del settore continuano a riceverli, ma quella di Elena ed Emanuela no. Silenzio da parte di tutti, tranne che dal sindaco di Bertinoro.  Eugenio Confalone, imprenditore romano, quindi estraneo al territorio (ma abituato a servirsi di manodopera locale in determinate circostanze), forza il blocco e indirizza di nuovo ordini alle due imprenditrici. E’ lui che spiega il comportamento dei compaesani: “Gli altri fanno affari direttamente con i cinesi. Non se li vogliono inimicare e per questo boicottano le due signore.” Proseguendo sulla via: “cinese meglio che italiano”, noi stessi fratelli d’Italia ” suicidiamo” il paese, con buona pace di Ciampi e del suo tricolore. Del sommerso italo-cinese ai danni del commercio visibile, la Laogai Res. Found. ebbe già una prova diretta quando due anni fa si rivolse alle ditte italiane produttrici più danneggiate dal prodotto made in China. Propose iniziative, non ebbe risposta. Silenzio/Assenso, con la Cina s’ intende! Quando capiremo che prendere in mano un prodotto cinese per acquistarlo equivale a dire ad un lavoratore italiano:”Preparati alla disoccupazione”? Se non c’è alternativa nazionale all’oggetto cinese, semplicemente non si compra niente.
                                                                          Maria Vittoria Cattania