Due pesi due misure

Circa sessantasei anni fa, nel luglio del’44, il don Elio Monari viene arrestato dai tedeschi, torturato ed ucciso. Secondo il Martirologio del Clero Italiano sono 729 gli ecclesiastici italiani morti durante l’ultimo conflitto mondiale: cappellani militari uccisi in combattimento o sotto i bombardamenti angloamericani ma più di 300 furono assassinati per odio di parte. 151 furono trucidati dai tedeschi e 33 dai militi della Repubblica Sociale. Oltre al caso di don Elio Monari è d’obbligo ricordare don Alcide Lazzari ucciso dai nazisti nella chiesa di Civitella della Chiana (Ar) e don Pietro Pappagallo fucilato alle Fosse Ardeatine. Era clero che aveva scelto di difendere i propri fedeli e che non aveva esitato ad intervenire per evitare una rappresaglia, una fucilazione sommaria o un’ingiustizia. Ed è ammirevole vedere quanti di loro affrontarono la morte, senza riguardo alla parte politica: ovvero tenendo testa all’arroganza dei nazi-fascisti, così come ribellandosi alla violenza dei partigiani. Sono infatti 129 i sacerdoti uccisi dalle formazioni partigiane. 50 vennero gettati nelle foibe titine, molti furono trucidati in Emilia Romagna, Piemonte, Toscana  ed altre regioni e più di 40 dopo la fine del conflitto. Certo era tempo di guerra e per una paio di loro si poteva sostenere che fossero legati al fascismo e un’altra quindicina erano cappellani militari ma, in ogni caso, non ebbero processo e morirono di giustizia sommaria. Don Giuseppe Amatesi, parroco di Coassolo (To) venne ucciso a colpi di ascia. Don Enrico Donati fu buttato in un macero. Adolfo Dolfi, canonico della Cattedrale di Volterra morì a causa di torture. La stessa sorte toccò a don Luigi Lenzini, parroco di Crocette di Pavullo (MO). Alcuni, come don Attilio Pavese e Don Eugenio Squizzato erano cappellani di formazioni partigiane, vennero uccisi o perchè avevano espresso opinioni negative sul comportamento degli antifascisti o avevano portato conforto a dei prigionieri condannati a morte. Assassinati dai tedeschi o dai partigiani erano tutti uomini coraggiosi che invece di restare all’ombra del proprio campanile dettero la loro vita per compiere la loro missione pastorale. Però non si può fare a meno di notare che 14 sacerdoti uccisi dai tedeschi sono stati insigniti, giustamente, di medaglie della Repubblica Italiana; nulla e’ ancora andato, invece, a nessuno dei loro 129 confratelli massacrati dai partigiani. Perchè?

Articolo E-Polis: Due pesi due misure

Fonte: Redazione, 26 luglio 2010

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