Dormitori abusivi: capannone sequestrato per la terza volta

Operazione della polizia municipale nella zona industriale di Oste. Il sindaco Lorenzini chiede più rigore: “Serve una legge che punisca anche i proprietari degli immobili”.

 

 

La cucina realizzata all’interno della confezione cinese

PRATO. Un capannone di 600 metri quadri è stato sequestrato dalla polizia municipale nella zona industriale di Oste di Montemurlo dove un imprenditore cinese aveva aperto una ditta di maglieria. E’ la terza volta che lo stesso immobile viene sequestrato.

All’interno dell’immobile di circa 600 metri quadri, spiega una nota del Comune la polizia municipale ha trovato “una situazione di promiscuità tra locali abitativi e lavorativi, mancanza di igiene e scarsa sicurezza per quanto riguarda le norme anti-incendio e anti-infortunistiche”.

Parte dell’azienda era stata trasformata in un vero e proprio dormitorio. Le camerette erano state allestite in un ripostiglio, nell’antibagno e altri cinque dormitori erano stati ricavati grazie all’utilizzo di pannellature in cartongesso, per una superficie totale di 172 metri quadri. Inoltre, un altro locale, destinato in origine a ripostiglio, era stato trasformato in cucina, priva di qualsiasi requisito di igiene e sicurezza. Quando gli agenti della municipale sono entrati dentro all’azienda hanno trovato venti operai di origine cinese, che stavano dormendo nei “loculi” in cartongesso, probabilmente reduci da una notte di lavoro alle macchine taglia e cuci. Di questi, sette sono risultati privi dei documenti di soggiorno e sono stati condotti in Questura per l’identificazione e il foto-segnalamento e quindi denunciati per l’ ingresso in Italia senza permessi.

Per il dormitorio abusivo e per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile non autorizzato è scattata la denuncia penale per il titolare. Il capannone è stato posto sotto sequestro, così come le trenta macchine taglia e cuci, azionate senza le autorizzazioni previste per legge.

Non si tratta del primo sequestro dell’immobile, perché in ben altre due occasioni gli agenti della polizia municipale di Montemurlo avevano provveduto a controllare l’attività e a confiscare capannone e macchinari. «Questa operazione conferma l’utilità dei controlli preventivi che la polizia municipale svolge con costanza secondo i tabulati delle nuove aperture di partita iva inviati ogni mese dalla Camera di Commercio. La ditta, infatti, è stata controllata in tempi stretti perché inserita in questa lista e, visto che l’immobile è già stato oggetto nel passato di altri controlli, probabilmente il sopralluogo non sarebbe stato così tempestivo», spiega il comandante della polizia municipale, Gioni Biagioni. Anche il sindaco del Comune di Montemurlo, Mauro Lorenzini, sottolinea l’importanza dell’operato dei vigili: «I nostri agenti della polizia municipale da anni stanno portando avanti un importante lavoro di controllo del territorio.Purtroppo, a fronte di sequestri e confische di macchinari, a distanza di poco tempo ci troviamo di fronte alle solite situazioni d’illegalità, che avevamo stroncato in precedenza. Credo che sia necessario che lo Stato adotti una normativa più stringente, che preveda una responsabilità diretta anche dei proprietari dell’immobile».

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