Dissidenti cinesi contro il Nobel a Mo Yan

Può un Paese detenere in carcere un intellettuale insignito del premio Nobel per la pace nell’indifferenza del resto del mondo? Se questo Paese è la Cina, può. Ma i problemi aumentano, paradossalmente, se anche il Nobel per la letteratura è cinese. Il Nobel per la letteratura 2012 Mo Yan lancia un appello per la liberazione “il più presto possibile” del premio Nobel per la pace 2010, il connazionale Liu Xiaobo. “Spero che possa riacquistare presto, quanto prima possibile, la sua libertà”, ha detto Mo Yan, insignito ieri del Nobel per la letteratura. Liu Xiaobo, Nobel per la pace nel 2010, è in carcere in Cina dopo una condanna, nel 2009, a 11 anni di carcere per “sovversione”, per aver scritto un testo in favore della democrazia in Cina. Eppure, la critica più feroce al conferimento del Nobel per la letteratura a Mo Yan, arriva proprio dalla galassia dei dissidenti cinesi. Secondo il South China Morning Post, per il dissidente Wei Jingsheng, che vive ormai da anni in esilio negli Stati Uniti, si tratta di una “mossa fatta esclusivamente per compiacere il governo di Pechino. La Commissione per il Nobel ha scelto Mo Yan perche’ la sua elezione fosse piu’ tollerata dal regime comunista”.”Questo premio – ha detto ancora Wei – non è veramente basato sulle sue capacita’ di scrittore ma ha altri scopi e per questo non e’ degno di nota”. Wei Jingsheng è un ex elettricista che coraggiosamente pubblicò un manifesto che inneggiava alla democrazia. Per questo fu incarcerato, e dopo 18 anni in prigione, vissuti in parte nel braccio della morte, nel 1997 gli fu concesso, grazie all’intervento dell’allora presidente Bill Clinton, di andare in esilio negli Stati Uniti, dove vive da allora. Ma le critiche al premio Nobel a Mo Yan arrivano anche dai dissidenti che ancora vivono in Cina. Primo fra tutti l’artista Ai Wei Wei, da anni ormai nel mirino delle autorità cinesi. Ai ha detto di essere “furioso” per la vittoria del premio da parte di Mo Yan. “Dare il premio a uno scrittore come lui – ha detto senza mezzi termini – è un insulto all’umanità e alla letteratura. E’ vergognoso che la Commissione abbia fatto una scelta del genere che tra l’altro non è all’altezza della
qualità del premio negli anni precedenti”. Condividono il pensiero di Ai Wei Wei anche altri intellettuali e dissidenti. Mo Zhixu, scrittore di Pechino, ha sottolineato come Mo Yan “non abbia una personalita’ indipendente”, Yu Shicun, saggista e critico letterario, ha aggiunto che il premio a Mo “non ha senso”. “Le sue opere – ha detto il saggista – sono state influenzate dalla letteratura latino-americana, non penso che abbia creato proprie cose originali. Noi intellettuali non lo vediamo come un innovatore della letteratura cinese”. Per molti, insomma, Mo Yan è dunque soprattutto un uomo vicino al partito. Vicepresidente dell’associazione di scrittori sostenuta dal governo di Pechino, Mo è stato anche criticato per aver abbandonato polemicamente la fiera del libro di Francoforte nel 2009 dopo aver saputo della presenza di alcuni dissidenti in esilio alla manifestazione e per aver al contrario partecipato a una commemorazione maoista nel giugno scorso.

Fonte: Rai News 24, 12 ottobre 2012

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.