Disarmonici sequestri per terra e per mare

Maxisequestro di giocattoli cinesi, illegalmente importati e con tracciabilità contraffatta, per un valore di svariati milioni di euro al  quartiere Esquilino, la chinatown di Roma, reso noto dai TG RAI dell’11/11/2008. I giocattoli sono stati trovati in due giorni dalla Guardia di Finanza solo con l’ausilio delle mappe catastali. Le entrate dei magazzini in cui erano stipati erano infatti occultate da scatoloni e materiali posticci. I giocattoli e i giochi , destinati alle bancarelle natalizie, erano costruiti con materiali non a norma. Forse il latte alla melamina e i giocattoli pericolosi concorrono ad uno sviluppo più armonioso dei bambini cinesi e italiani?
L’ultimo giorno della costellazione dello Scorpione, abbiamo appreso da RAI UNO, nella trasmissione “Occhio alla spesa”, il sequestro di numerose tonnellate di pesci avariati ed altro materiale non più commestibile, a Palermo ad opera della Guardia di Finanza. Il carico proveniva dalla Cina. “Naturalmente” ha osservato il giornalista, procedendo ad una breve inchiesta fra i probabili destinatari della merce, sempre cinesi, e collezionando una prevedibile serie di “No capiscio” e “No so”.
Se consideriamo il maxisequestro di Roma e quello di Palermo, vediamo che, se qualcosa si puo’ fare contro gli addobbi natalizi  (prodotto certo dei laogai) e il cibo-immondizia, che ci scaricano addosso gli abitanti della Terra di Mezzo, abituati alla totale impunità, molto di più si  deve fare contro l’invasione illegale degli altri prodotti cinesi, che chiudono le nostre imprese e mandano a casa gli operai. O preferiamo armonizzare?
Perché parliamo sempre sarcasticamente di “armonia”? Perché lo fa tutti i minuti Hu Jintao e lo fanno le autorità cinesi nei rapporti con l’estero, per gettare polvere negli occhi, crediamo. Anzi ci siamo fatti un’idea tutta nostra dell’armonia in salsa cinese, nel senso che stravolge il significato di un’antichissima e bellissima parola e rima con ipocrisia. L’armonia per i cinesi dunque è quell’atmosfera di falsa pace nella quale prevale e trionfa solo il progetto cinese, cui l’interlocutore deve di buon grado aderire, se no compromette appunto l’armonia. In altre parole pace con sottomissione. Esempio: Un cinese sostiene:”Il Tibet è cinese”.  Se di rimando affermo “No, il Tibet non è cinese”, contraddicendo creo disarmonia, lasciandomi prendere per la coda (eufemismo) invece rafforzo l’armonia. Questa specie di ricatto psicologico è molto simile a quello praticato nel nostro paese quando si parla di storia-memoria condivisa.
Ma questa è una fabula amara più complicata e ne discutiamo un’altra volta.

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