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Diritti umani: Dalai Lama, Roma può fare molto

«Questa onorificenza ha un valore estremamente importante per me e perciò per tutto il popolo tibetano. Diventare cittadino romano, infatti, significa anche diventare cittadino europeo. E questo significherà a sua volta che l´attenzione in Europa sul dramma del Tibet e dei tibetani sarà ancora più forte e viva».

Il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, capo spirituale di una comunità dispersa e perseguitata, ha esordito così ieri al suo arrivo nella capitale, dove oggi riceverà in Campidoglio la cittadinanza romana onoraria. Un´iniziativa che propose Goffredo Bettini nel luglio dello scorso anno. A Fiumicino è giunto intorno alle 16.30 con altri 13 monaci a bordo di un aereo messo a disposizione da Laura Gancia, la regina dello spumante, sua amica personale. E subito dopo ha raggiunto l´hotel Esedra di piazza della Repubblica.

L´Italia e Roma, dunque, avamposto in Europa?
«L´Italia può fare molto per i diritti umani. L´importante è che dentro ognuno si sviluppi consapevolezza e compassione: se tutti si impegnassero per i diritti umani, il mondo sarebbe diverso. Ci sono sempre più persone sinceramente preoccupate per i diritti umani, la libertà, i problemi ambientali e nello stesso tempo c´è una mancanza di valori umani».

Qual è la situazione oggi con la Cina?
«Posso solo dire che se la popolazione cinese sapesse veramente cosa i burocrati dalle menti ristrette ci hanno fatto e ci stanno facendo, se conoscessero la verità sulla nostra situazione, su questo tentativo di eliminare l´identità e le differenze, sarebbe tutta assolutamente dalla nostra parte».

E questo esilio che dura che decenni…
«Ha un aspetto positivo: mi permette di fare molti incontri, di girare il mondo, di portare ovunque il mio messaggio di pace. E poi un giorno tornerò nel mio paese e sarà bellissimo: sono molto speranzoso su questo. Nel frattempo continuerò a portare in giro my teeth, il mio sorriso».

La Repubblica, 09 febbraio 2009