Diritti dimenticati nella Cina post-olimpica

Le olimpiadi cinesi sono andate in archivio e con esse anche tutta l’attenzione che i principali media ponevano (?!) sulla situazione interna della Cina. (1)
Nei prossimi giorni, dal canto nostro, daremo il via ufficialmente all’attività di sensibilizzazione sulla Cina post olimpica dal titolo: “MADE IN CHINA”, tra diritti civili negati, campi di lavoro forzato (laogai) e persecuzione dei cattolici.
Il primo passo? Le scuole medie superiori del Trentino ove, grazie alla collaborazione con la Laogai Foundation Italia ed al suo presidente Antonello Brandi, porremo all’attenzione degli studenti la reale situazione cinese.

Per chi volesse collaborare e sostenere la campagna di sensibilizzazione sotto qualsiasi forma, può contattare la nostra redazione al seguente indirizzo mail: associazione_torre@yahoo.it

COMUNICATO STAMPA – MADE IN CHINA

Dopo l’avallo che la Cina ha ricevuto dalla comunità internazionale con le Olimpiadi la repressione contro ogni dissenso è aumentata. le torture, gli arresti, le esecuzioni capitali e la vendita degli organi dei condannati a morte continuano. I cattolici sono perseguitati in Cina dall’avvento del Partito Comunista nel 1949. Molti sono gli esempi di eroismo e di martirio offerti dalla Chiesa Cattolica cinese . Il Cardinale Kung Pin Mei fu arrestato e trascinato allo stadio per confessare davanti a migliaia di persone il suo crimine di essere Cattolico. Invece gridò: “Viva Cristo Re, Viva il Papa!”. La folla ripetè in coro le stesse parole ed il Cardinale fu incarcerato per 32 anni nei Laogai. Il Vescovo Giuseppe Fan Xueyan passò 33 anni in prigione, dove fu ucciso mediante percosse che gli spaccarono il cranio. I suoi resti furono consegnati alla famiglia in una busta per la spazzatura. Oggi centinaia di fedeli, sacerdoti e vescovi sono nei campi di concentramento, i Laogai. In questi campi soffrono milioni e milioni di uomini donne e bambini costretti al lavoro forzato fino a 18 ore al giorno a vantaggio economico del regime e di numerose multinazionali che producono od investono in Cina. Oggi, tutto è permesso in Cina in nome del nuovo dio : il profitto. Quindi, in nome dell’utile e del lucro, è lecito inquinare le terre, i fiumi, i mari e l’atmosfera , guadagnare sulla vendita degli organi dei condannati a morte , sfruttare i minatori ed i lavoratori che muoiono a migliaia ogni anno a causa della mancanza di misure di igiene e di sicurezza ed obbligare le donne ad abortire o ad essere sterilizzate in obbedienza alla pianificazione familiare obbligatoria. Tutto ciò in nome del dio denaro ed in ossequio allo slogan preferito di Den Xiaoping “arrichirsi è glorioso”. Nonostante questo, le autorità politiche ed economiche nazionali ed internazionali occidentali continuano imperterrite a collaborare con Pechino. I mass media presentano, prevalentemente, l’immagine di una Cina in prodigiosa crescita economica e con un promettente progresso sociale. Sia le une che gli altri, quindi, alimentano il consenso e l’ammirazione per questo paese dove una dittatura commette crimini mostruosi e sfrutta il proprio popolo a vantaggio dei ricchi e dei membri del partito.

La Laogai Research Foundation Italia Onlus è impegnata in una campagna di informazione sui laogai, i campi di concentramento, dove sono costretti al lavoro forzato diversi milioni di persone a vantaggio economico del regime comunista cinese e di numerose multinazionali che investono o producono in Cina. Nei Laogai spariscono, con i criminali comuni, sacerdoti e vescovi cattolici, monaci tibetani, religiosi di ogni confessione, uomini, donne, bambini, oppositori politici, figure invisibili, condannate con iniqui processi o spesso catturate a caso per strada dalla polizia. Il loro lavoro è a costo zero. La Laogai Research Foundation Italia organizza mostre di foto, conferenze stampa e convegni per sensibilizzare i mass media e le autorità politiche italiane riguardo ai laogai e alla continua violazione dei diritti umani nella Cina comunista, come le esecuzioni pubbliche di massa e la vendita degli organi. La sua azione è stata determinante per l’approvazione di tre risoluzioni di condanna del sistema carcerario cinese nell’ottobre 2007 da parte del parlamento italiano. L’Associazione ha un sito, www.laogai.it, che è aggiornato quotidianamente.

(1) Sulla situazione post olimpica della Cina consigliamo vivamente la lettura di questa bellissima intervista a Lu Decheng Quello-che-non-vi-dicono-della-cina

La Laogai Research Foundation parteciperà a diversi convegni su questo argomento in Trentino Alto Adige dal 14 al 16 maggio prossimo.

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