Categoria: Diritti delle donne

Cina, Twitter blocca l’account dell’ambasciata cinese in Usa per il post sullo Xinjiang

L’account dell’ambasciata cinese, @ChineseEmbinUS, ha twittato questo mese che le donne della minoranza uigura non erano più “macchine per fare bambini.

La silenziosa situazione dolorosa delle donne in Cina: stupri e campi di concentramento. [video]

In Occidente le organizzazioni in difesa delle donne, tv e femministe evidenziano le atrocità e le brutalità nei confronti del mondo femminile, ma non denunciano le violenze che le donne subiscono in Cina. In Oriente i diritti delle donne sono violati. Subiscono atrocità che riportano indietro di centinaia di secoli. Nell’era di internet e della globalizzazione in cui tutto è più vicino, connesso e conosciuto le donne guardano ancora al loro orticello lasciando sole le più indifese.

Oltre 30 anni di sofferenze delle donne costrette ai contraccettivi uterini

L’inserimento di spirali all’interno degli uteri, con operazioni fatte male, ha causato mancanza di salute, perdite di sangue, incontinenza, fatica, dolori cronici per decenni. Le denunce delle donne vengono quasi tutte rigettate.

Le donne uiguri in Cina portano cicatrici mentali di sterilizzazioni forzate.

L’incubo di Mihrigul Tursun è iniziato nel marzo 2017. È tornata dall’Egitto, dove aveva vissuto e lavorato, nello Xinjiang, una provincia nella parte occidentale della Cina. È nata e cresciuta nello Xinjiang come parte del gruppo etnico musulmano conosciuto come uiguri.

Gli orrori e la segretezza del carcere femminile di Pechino

Il carcere femminile di Pechino è avvolto nella segretezza. La sua posizione non è visibile nei sistemi di navigazione, e come altre prigioni, è stato posto in isolamento a causa della pandemia di Covid-19 all’inizio di quest’anno. Le prigioniere e le guardie sono state costrette al silenzio per evitare la fuga di informazioni, mentre fonti interne hanno descritto la prigione come un «inferno in terra».

Chris Smith richiede al Comitato Olimpico Internazionale di respingere la candidatura della Cina per  le Olimpiadi invernali del 2022 .

Giovedì scorso, il deputato americano Chris Smith, da sempre protagonista nella lotta per la tutela dei diritti umani,  ha condannato pubblicamente il  “genocidio demografico” da parte del governo comunista cinese contro le  minoranze etniche, come per esempio gli Uighuri dello Xinjiang. Contestualmente Smith ha  rinnovato la sua richiesta al Comitato Olimpico Internazionale di respingere la candidatura della Cina per  le Olimpiadi invernali del 2022 .

La Cina sta costringendo centinaia di migliaia di donne appartenenti a minoranze etniche a aborti e sterilizzazioni

Solo gli ingenui pensano che in Cina sia finita la crudele politica del figlio unico che ha compiuto, dagli anni ‘80 in qua, una strage di bambini (e di donne) di proporzioni spaventose. Pochi sanno, in effetti, che da quando Deng Xiao Ping, negli anni ‘80, sancì che «arricchirsi è glorioso» e instaurò il “socialismo di mercato” che ha risollevato l’economia cinese dal baratro in cui era sprofondata dopo trent’anni di socialismo “puro”, è stato deciso, sulla scia dell’ideologia neo-malthusiana, che per la crescita dell’economia cinese fosse necessario ridurre la popolazione.