Dialogo diretto del Dalai Lama col popolo cinese

Migliaia di internauti cinesi hanno posto domande su internet al Dalai Lama, leader spirituale tibetano in esilio, durante l’ora durante la quale ha dialogato tramite Twitter sul blog del noto scrittore dissidente Wang Lixiong, il 21 maggio da New York.

In Cina Twitter è oscurato, ma decine di migliaia di internauti cinesi aggirano il blocco e si collegano ogni giorno. E’ la prima volta, da decenni, che il Dalai Lama può parlare in modo diretto con cittadini cinesi, dato che Pechino lo descrive come pericoloso terrorista, fomentatore di disordini sociali e censura qualsiasi notizia che lo riguarda.

“Purtroppo – ha spiegato il Dalai Lama – negli anni passati, le relazioni con il governo cinese non hanno avuto sostanziali miglioramenti, ma sono abbastanza fiducioso verso il popolo cinese”. Gli sono state sottoposte 289 domande presentate dagli stessi utenti di internet e selezionate tramite una votazione. Domande che mostrano un desiderio di sapere e di capire da parte della gente, al di là di qualsiasi censura.

Una domanda molto frequente riguarda la successione del Dalai Lama: Pechino ha rapito  il Panchen Lama, seconda carica del buddismo tibetano, e vuole sostituirlo con un proprio uomo di fiducia. “Non attribuisco grande importanza alla questione della successione – ha risposto il Dalai Lama – io farò quanto posso, finché vivo. Non ho responsabilità ulteriori”. “Mi sembra che il Partito comunista cinese sia più preoccupato di me circa la successione”. E con riguardo al Panchen Lama scelto da Pechino come suo successore, ha osservato che “sarebbe bene che si preoccupasse sia di avere la conoscenza delle nostre scritture religiose sia di vivere in conformità, e di difendere l’insegnamento e la pratica della dottrina del Buddha”.

E’ decisa la sua critica verso il governo cinese, il quale “sembra voler adottare un metodo basato sulla forza per raggiungere la stabilità [sociale], mentre noi pensiamo che la stabilità proviene dalla soddisfazione mentale e dalla verità”.

Sulle tensioni tra etnici Han emigrati in Tibet per occupare posti di potere e i tibetani sempre più emarginati nella loro stessa terra, ritiene che “se siamo sinceri e stabiliamo rapporti di eguaglianza, tutti i problemi saranno risolti”.

Il Dalai Lama rimane fiducioso che cambi la politica di Pechino verso il Tibet, perché “alcuni membri del Pcc che hanno lavorato in Tibet e ora sono in pensione e molti studiosi sostengono che l’attuale politica nazionale non è appropriata e suggeriscono una revisione. Per cui, credo che ci sarà un cambiamento… in un futuro non troppo lontano”.

Il dialogo del Dalai Lama è stato ripreso e diffuso da centinaia di utenti, nei giorni successivi, con molti commenti positivi e richieste di effettiva possibilità di un dialogo libero e non censurato. Ma non sono mancati commenti filogovernativi, che hanno criticato Twitter per avere “dato sostegno ai tentativi del Dalai Lama di dividere la Cina”.

Soddisfatto l’organizzatore Wang, che ha espresso la speranza che questo dialogo su internet sia solo il primo, per il Dalai Lama, e che questa modalità di contatto diretto sia sempre più utilizzata.

Fonte: Asianews, 25 maggio 2010

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