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Devastante sisma in Sichuan. Oltre 70 morti e 600 feriti

E’ di 72 morti e oltre 600 feriti il bilancio parziale delle due forti scosse di terremoto (magnitudo 6.6 e 7.0) che hanno colpito questa mattina fra le 8,00 e le 8,02 (ora locale) la provincia della Cina sud occidentale del Sichuan. L’epicentro del sisma è stato registrato a circa 51 km a ovest della città di Linqiong. A causa della poca profondità, circa 12 km, le scosse hanno provocato danni consistenti provocando frane e radendo al suolo abitazioni ed edifici pubblici.

Il sisma ha scatenato il panico in diverse città a centinaia di chilometri di distanza dall’epicentro, compresa la megalopoli di Chongqing, a sud-est di Linqiong, dove la popolazione (circa 30 milioni di abitanti) si è riversata nelle strade.

Dopo gli scandali del terremoto del 2008, costato la vita a oltre 87mila persone, le autorità della provincia del Sichuan si sono subito mobilitate per soccorrere le aree più colpite. Lo stesso presidente Xi Jinping ha ordinato che “ogni sforzo deve essere fatto per aiutare le vittime e salvare i dispersi”.

Sul popolare social network cinese Weibo uno dei soccorritori esprime la sua preoccupazione affermando che il sisma ha colpito un’area circondate da montagne e le maggior parte delle strade è bloccata a causa di frane e smottamenti. Sempre sul Sina Weibo diversi utenti hanno duffuso fotografie e filmati della tragedia, anche per aiutare le squadre a riconoscere il territorio.

Secondo la Xinhua, agenzia di stampa ufficiale di Pechino, il governo locale di Chengdu, capoluogo della regione, ha inviato circa 2mila soldati nella zona dell’epicentro.

Nel maggio 2008 la provincia ha visto uno dei peggiori terremoti degli ultimi decenni. Il sisma ha colpito i villaggi a nord-ovest della città di Chengdu. Il disastro ha raso al suolo l’intera provincia, provocando danni e vittime anche nelle vicine regione dello Shaanxi e Gansu. Nonostante il risalto dato alla tragedia attraverso i media di Stato con foto del premier Wen Jabao commosso davanti alle macerie, la popolazione ha iniziato una serie di proteste dopo la scoperta che molte scuole erano crollate uccidendo migliaia di bambini, mentre altri edifici erano rimasti illesi. Invece di indagare sull’accaduto e punire subito i responsabili il governo ha preferito censurare gli abitanti, trasformando la tragedia dei bambini morti del Sichuan in un tabù. Ancora oggi sui motori di ricerca cinesi alcuni termini come “bambini, terremoto in Sichuan, scuole” sono censurati dal governo.

Fonte: Asia News, 20 aprile 2013