Denunciati due portali cinesi per la vendita di prodotti falsi

Due famosi portali cinesi sono nell’occhio del ciclone perche’ accusati di vendere prodotti falsi o contraffatti. Funzionari dell’USTR, l’ufficio di rappresentanza per il commercio americano, hanno accusato il motore di ricerca cinese Baidu e Taobao, il maggiore sito cinese  le vendite on line, di contraffazione e pirateria. Lo riferisce il Global Times. I due siti cinesi sono tra gli oltre 30 mercati, fisici e on line, che sono stati citati in una lista nera dall’ufficio USA.
Dieci sono cinesi. “La pirateria e la contraffazione – ha detto Ron Kirk, dell’USTR – minacciano l’innovazione e la creativita’ che sono vitali per la competitivita’ globale”. Baidu e Taobao,
pur avendo saputo di essere stati inclusi nella lista nera  americana, non hanno finora commentato la notizia, tuttavia un portavoce di Alibaba, il proprietario di Taobao, John Spelich,
ha detto in un comunicato che “Continueremo a lavorare con le varie marche per migliorare il livello di affidabilita’ e integrita’ nei nostri mercati on line a vantaggio dei nostri utenti”.
Il motore di ricerca cinese Baidu e’ stato recentemente indicato come il piu’ visitato in Cina e tra i 10 piu’ visitati al mondo. Per quanto concerne Taobao, secondo un reportage del Global Times, nei mesi scorsi sarebbero stati presi accordi con una serie di aziende per la vendita di prodotti falsi o contraffatti. Poche settimane fa il direttore esecutivo di Alibaba fu costretto a dimettersi dopo che furono trovate le prove di un suo coinvolgimento in operazioni per frodare i consumatori. Assieme a lui si dimisero anche altri funzionari mentre oltre 100 venditori (su un contingente di oltre 14.000 persone) furono licenziati per il loro coinvolgimento nelle frodi. E a gennaio il governo cinese ha fatto sapere di voler intensificare gli sforzi per proteggere la proprieta’ intellettuale on line.
Secondo alcuni consumatori sia cinesi sia stranieri, la domanda di prodotti falsi o contraffatti rimane elevata a causa dei prezzi, molto piu’ contenuti, e della facilita’ di reperimento. Ren Hucheng, avvocato di Pechino, ha sottolineato come aziende importanti e molto note proprio come Baidu e Taobao dovrebbero pero’ rappresentare un esempio nel paese.
“Il campanello di allarme per le societa’ cinesi – ha osservato Yu Mingyang, professore della Jiaotong University di Shanghai – ha cominciato a suonare, in quanto esse devono prestare maggiore attenzione alla loro responsabilita’ sociale. Per costruirsi una buona reputazione alcune devono abbandonare i modelli correnti che sono basati solo sul profitto. E’ tempo di creare un mercato affidabile e trasparente nel paese”.

Fonte: Ansa, 3 marzo 2011

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