Demolizione in corso di residenze tibetane presso il centro buddista Yachen Gar in Sichuan

Le autorità della provincia del Sichuan nella Cina occidentale hanno cominciato a demolire 2.000 residenze del clero tibetano presso il Centro buddista di Yachen Gar e sono pronti a espellere un uguale numero di monaci e monache dal complesso entro la fine dell’anno, secondo le fonti tibetane della regione.

Un escavatore in fase di demolizione  nella  zona residenziale di Yachen Gar  nella prefettura di Kardze in Sichuan, 11 agosto 2017

“Le autorità cinesi hanno ordinato la demolizione di 2.000 case di monaci e monache nel Centro buddista di Yachen Gar… [entro la fine di quest’anno]” ha rivelato una fonte anonima.

“La demolizione è iniziata l’8 agosto e si dice che sia ancora in corso a Yachen Gar, mentre lo stesso numero di monaci e monache [2.000] dovranno essere espulsi dal centro buddista entro quest’anno”.

Secondo le fonti, ai monaci e alle monache era stato ordinato di abbattere tutte le case in legno e che addetti alla demolizione sarebbero stati inviati dalle autorità locali per abbattere qualsiasi struttura in cemento nella zona. Si dice che una suora sia stata ferita durante una demolizione.

Yachen Gar, situato nella contea di Palyul (Baiyu) nella prefettura di Kardze (Ganzi in cinese) e fondata nel 1985, fino a poco tempo fa ha ospitato circa 10.000 monaci, monache e praticanti laici dediti allo studio delle scritture e alla meditazione.

Ad aprile, le fonti hanno riferito che le autorità hanno demolito almeno 200 tende costituite dai pellegrini tibetani in visita a Yachen Gar per ricevere insegnamenti e accumulare merito, citando le difficoltà poste dagli accampamenti a una gestione ordinata del complesso.

Dopo l’inizio delle demolizioni, un anziano lama di Yachen Gar ha fatto appello ai monaci e alle monache del complesso ad”esercitare pazienza e tolleranza”.

“Circa 2000 case saranno demolite quest’anno e a circa lo stesso numero di monaci e monache sarà chiesto di lasciare il complesso: questo è un ordine dalle autorità e non può essere disobbedito, proprio come i massi che rotolano giù da una montagna non possono essere fermati”, ha detto il lama.

“La cosa più importante è restare umili e attenersi a un comportamento corretto, e le cose potrebbero migliorare. Inoltre, è importante che tutti i monaci e le monache si prendano cura della loro salute “, ha aggiunto.

“I monaci e le monache dovrebbero esercitare la pazienza e la tolleranza sotto lo stress delle demolizioni e degli ordini di espulsione: questo è fondamentale”.

Un altro tibetano della regione, che ha chiesto l’anonimato, ha raccontato che la nuova ordinanza ha posto “un tremendo stress e difficoltà” sulla comunità buddista di Yachen Gar.

“La demolizione provocherà una grande quantità di stress, poiché molti monaci e monache non avranno più una sistemazione e saranno costretti ad andarsene”.

“I monaci e le monache di Yachen sono concentrati esclusivamente sulla pratica buddista e non sono coinvolti in politica in alcun modo”, ha aggiunto.

Accesso riservato

Le autorità hanno limitato l’accesso all’esteso complesso e alle aree vicine, mentre i visitatori stranieri sono controllati scrupolosamente dalla polizia.

Ad aprile, dopo la demolizione delle tende dei pellegrini, le fonti hanno riferito che la sorveglianza cinese e altre misure più severe di sicurezza a Yachen Gar sono diventate fonte di preoccupazione per i monaci e le monache residenti del centro, e che è sempre più difficile che le notizie sul complesso raggiungano il mondo esterno.

Sebbene a Yachen Gar ci sia internet, i residenti sono stati riluttanti a parlare di ciò che stava succedendo nel complesso per paura di ritorsioni da parte delle autorità.

Secondo un documento del 13 marzo, “Pulviscolo che oscura il sole”, stilato da Campagna internazionale per il Tibet (ICT), con sede a Washington, le restrizioni a Yachen Gar, e al più conosciuto complesso di Larung Gar nella contea di Serthar (Seda) in Sichuan, sono parte di una “strategia politica in atto” che mira a controllare l’influenza e la crescita di questi importanti centri dello studio e della pratica del buddismo tibetano.

“[Entrambi i centri] hanno richiamato migliaia di praticanti cinesi a studiare l’etica buddista e a ricevere insegnamenti spirituali, sin dalla loro fondazione e hanno fatto da ponte tra la comunità tibetana e quella cinese.

Alla fine di giugno, un anziano abate di Larung Gar ha affermato che le autorità cinesi avevano distrutto 4.725 abitazioni monastiche del complesso nel corso di un anno, per un totale di oltre 7.000 demolizioni da quando, nel 2001, erano cominciati i tentativi di ridurre il numero di monaci e monache che vivevano nel centro.

L’abate ha detto che più di 4.828 monaci e monache sono stati espulsi dal 2016, molti di loro sono stati costretti a tornare nelle loro città natali e privati ​​dell’opportunità di proseguire gli studi religiosi.

Molte migliaia di tibetani e di cinesi Han hanno studiato all’Accademia di Larung Gar, fondata nel 1980 dall’insegnante religioso Khenpo Jigme Phuntsok, ed è uno dei centri più grandi e più importanti al mondo per lo studio del buddismo tibetano.

Traduzione di Andrea Sinnove, LRF Italia Onlus


Fonte: Radio Free Asia, 15 agosto 2017

English Article, Radio Free Asia:

Demolition of Tibetan Residences Underway at Sichuan’s Yachen Gar Buddhist Center

 

 

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