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Davos, l’economia cinese “deve ripartire dal mercato interno”

L’economia cinese si sta riprendendo adesso dopo “l’atterraggio morbido” dello scorso anno, ma ora “la grande sfida” è prevenire nuovi surriscaldamenti promuovendo al contempo la crescita. Lo ha detto nel corso del suo intervento di ieri a Davos Fan Gang, direttore dell’Istituto nazionale per la ricerca economica. Nella località svizzera è in corso l’annuale World Economic Forum, incontro internazionale che si propone di dare analisi e prospettive alla finanza mondiale.
La Cina è, da almeno un decennio, un ospite di riguardo. La crescita economica e industriale del dragone asiatico è infatti un forte traino per le altre economie mondiali, che dipendono in larga parte dal Pil di Pechino per poter contenere i costi di produzione e migliorare le prestazioni nel campo dell’import-export.
Quest’anno i dati relativi alla seconda economia mondiale non sono confortanti, dato che il Prodotto interno lordo ha segnato una crescita del 7,8 % (ovvero la più debole sin dagli anni Novanta). Sono crollati anche i dati relativi al manifatturiero, mentre si teme l’esplosione di una bolla legata al mercato dell’immobiliare, “drogato” da investimenti statali eterodiretti.
Tuttavia l’ultimo quarto del 2012 ha visto una ripresa inaspettata persino dalla dirigenza nazionale. Secondo l’economista cinese è il segno della ripresa: “Possiamo dire di aver superato la fase peggiore. Credo che la Cina possa crescere quest’anno intorno all’8, forse all’8,5 %. Questo dovrebbe dare una buona base per i prossimi anni. Ma la sfida dipende dal governo centrale e dal sistema bancario”.
Secondo Fan “si deve ancora capire come potranno lavorare insieme per mantenere la crescita senza però immettere troppi liquidi nel mercato [come hanno fatto proprio nel 2012 ndr]. Solo così eviteremo un surriscaldamento. La nuova leadership parla molto di riforme e di ristrutturazione: vedremo in che direzione andrà questa nuova corrente”.
All’incontro era presente anche Ma Weihua, presidente esecutivo della China Merchants Bank, che ha indicato la strada da seguire: “In Cina il mercato interno è ancora tutto da esplorare. Siamo al 35 % delle sue potenzialità, contro il 70 % degli Stati Uniti. Ma se il governo vuole davvero svilupparlo deve risolvere le disparità sociali e regolare verso l’aumento la media dei salari nazionali”.

Fonte: Asia News, 24 gennaio 2013