Dalla Cina a Prato con 14mila euro: scoperta una tratta di clandestini

Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti cinesi accusati di amministrare un traffico di orientali che portava a Prato, dove veniva promesso loro un lavoro ed un alloggio

PRATO – Il «sogno pratese» costava 14 mila euro. Il tribunale di Prato ha spiccato tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti cinesi accusati di amministrare un traffico di orientali che dalla Repubblica Popolare cinese conduceva uomini e donne a Prato, dove veniva promesso loro un lavoro ed un alloggio.

Gli arresti eseguiti nei giorni scorsi sono due, a carico di un uomo ed una donna che sono marito e moglie. Gli uomini della squadra mobile di Prato non sono invece riusciti – al momento – a scoprire dove si trovi il terzo uomo destinatario del provvedimento cautelare.

Quando la polizia ha fatto irruzione negli appartamenti degli arrestati vi ha trovato all’interno 21 cinesi senza documenti, che nell’ipotesi accusatoria sarebbero arrivati a Prato dietro un ingente pagamento con il sistema amministrato dagli arrestati.

L’indagine ha permesso di accertare come la coppia, che aveva due appartamenti in città in via Marianna Nistri, pianificasse viaggi dalla Cina verso Prato garantendo ai paganti una serie di opportunità: un visto turistico per muoversi liberamente nei giorni del viaggio, un alloggio ed un lavoro appena si fossero verificate le condizioni.

Il «biglietto» costava 14mila euro

Il costo del “biglietto” era di 14 mila euro a testa, come è stato possibile appurare grazie alla collaborazione di tre cinesi domiciliati a Prato che hanno raggiunto Prato con questo metodo e hanno successivamente denunciato i fatti.

Non tutti coloro che compravano “il biglietto” pagavano per intero i 14 mila euro in Cina: molti di essi saldavano una parte al momento della prenotazione e il resto della quota una volta arrivati in Italia, magari con parte dei proventi del lavoro.

Anche per questo la coppia di cinesi arrestati si era resa responsabile di alcuni episodi estorsivi nei confronti dei connazionali che dovevano ancora soldi agli arrestati. I due arrestati sono accusati di estorsione aggravata e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo gli inquirenti quello venuto alla luce è solo il segmento di una retta che coinvolgerebbe altri organizzatori di viaggi dalla Cina a Prato.

Corriere Fiorentino,20/01/2015

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