Dalla Cina con furore: si sono presi l’Eurocalcio

Ecco la mappa delle proprietà cinesi nel continente. Un fenomeno inquietante.

ROMA – Il Southampton è solo l’ultimo club, in ordine cronologico, ad aver subito l’avvento dei capitali cinesi. Gli investimenti di Pechino nel calcio europeo sono in continua e inevitabile ascesa, tanto da averne ridisegnato in maniera indelebile il panorama delle proprietà societarie. Negli ultimi due anni il numero di club che sono passati in mano alla Repubblica Popolare è raddoppiato e il processo non accenna a fermarsi. L’attenzione degli investitori dalla Cina, com’era prevedibile, si è concentrata sulla Premier League e in particolare sul “football” inglese, ma anche Spagna, Francia e Italia hanno potuto beneficiare della cascata di denaro proveniente dall’estremo Oriente.

Il Southampton nelle mani dei cinesi

LA GRANDE MURAGLIA INGLESE – Il Manchester City, tra i club più ricchi al mondo grazie alla proprietà degli Emirati, negli scorsi mesi ha visto il suo 13% passare in mano alla China Media Capital per 400 milioni di euro. A ferragosto Gao Jisheng ha annunciato di aver acquistato l’80% del Southampton per 250 milioni di euro dalla famiglia svizzera Liebherr, leader mondiale nella produzione di elettrodomestici, e, sempre in Premier League, il West Bromwich è per l’88% nelle mani della Yunyi Guokai Sports Development. Per non parlare della Championship, la serie B d’oltremanica, dove ben quattro club sono controllati in maniera quasi eslcusiva dalla Cina: Aston Villa e Wolverhampton al 100%, il Reading al 75% e il Birmingham al 50.6% sono i “feudi” cinesi in Inghilterra.

Aston Villa – Recon Holdings (100%)
Birmingham – Birmingham International Holdings (50.6%)
Manchester City – China Media Capital (13%)
Northampton – 5USport (60%)
Reading – Dai Yongge & Dai Xiu Li (75%)
Southampton – Gao Jisheng (80%)
West Brom – Guokai Sports Development (88%)
Wolverhampton – Fosun International (100%)

SUNING E YONGHONG – Zhang Jindong e la sua Suning sono stati i primi investitori cinesi a esordire nel panorama calcistico italiano comprando il 68.5% dell’Inter per 270 milioni di euro. A giugno Yonghong Li e la sua Rossoneri Sport Investment Lux hanno seguito l’esempio accaparrandosi il 99.9% del Milan dalla famiglia Berlusconi dopo un’estenuante trattativa. Cina presente anche a Parma dove, a luglio, la Desports ha acquistato il 60% del club gialloblù che sta cercando una rapida risalita in Serie A dopo i gravi problemi economici del recente passato.

Inter – Suning (68.55%)
Milan – RSI (99.93%)
Parma – Desports (60%)

WANDA STADIUM – Il Wanda Group, un conglomerato che opera nel settore alberghiero e non solo, è stato tra i pionieri degli investimenti cinesi nel mondo del calcio. Si deve tornare indietro al “lontano” 2014 per rivivere i primi insediamenti del gruppo nell’Atletico Madrid con l’acquisto del 20% del club: un affare che deve aver portato i suoi frutti visto che oggi Wanda risulta anche tra i maggiori sponsor della Fifa. In Spagna anche Espanyol, Granada, Real Oviedo, Lorca e Jumilla possono contare sui fondi provenienti dalla Cina.

Atletico Madrid – Wanda (20%)
Espanyol – Rastar Group (90%)
Granada – Link International (98.9%)
Jumilla – Li Xiang e Tang Hui (100%)
Lorca – Xu Genbao (100%)
Real Oviedo – Azionariato popolare (1500 azionisti)

BAGUETTE CINESE – Nemmeno la Francia è stata immune dalla colonizzazione dei cinesi. Il Nizza, avversario del Napoli nei preliminari di Champions League, è per l’80% della International Investor Group. A maggioranza cinese anche l’Auxerre e il Sochaux, mentre a Lione si sono limitati all’acquisizione di un 20% del club.

Auxerre – ORG (77%)
Lione – IDG Capital (20%)
Nizza – International Investor Group (80%)
Sochaux – Ledus (100%)

IL RESTO DELL’EUROPA – Gli investitori cinesi, ovviamente, non si sono fermati ai grandi campionati. In Olanda il Den Haag è per il 98% della United Vansen, società di investimenti di Beijing; lo Slavia Praga, in Repubblica Ceca, appartiene al 59.95% alla CEFC Energy e infine in Portogallo la Torreense, la SU Sintrense e, per ovvie origini, la Oriental Dragons sono controllate quasi eslcusivamente da società con sede in Cina.

Den Haag – United Vansen (98%)
Slavia Praga – CEFC Energy (59.95%)
Torreense – Qi Chen (70%)
SU Sintrense – Iberia Universal (70%)
Oriental Dragons – WSportSeven (100%)

Corriere dello Sport,17 agosto 2017

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