Dalai Lama: censura al cuore della questione Tibet-Cina

Il Dalai Lama, leader spirituale in esilio del Tibet, ha detto che gli Stati Uniti e altri paesi potrebbero aiutare la sua campagna per un Tibet libero, promuovendo una società aperta in Cina. “La censura… è il cuore del problema”, ha detto il Dalai Lama in una intervista a Reuters a Beverly Hills.

Il Dalai Lama ha lasciato il Tibet nel 1959 dopo una fallita rivolta contro il governo cinese. Ora vive in esilio in India e invoca una “autonomia significativa” per il Tibet all’interno della Cina.

“I cinesi non hanno l’opportunità di conoscere la nostra questione”, ha detto il monaco buddista, che Pechino dipinge come un pericoloso separatista che chiede l’auto-determinazione dei tibetani.

“Una volta che la Cina diventerà una società aperta — con libertà di parola, libertà di stampa, libertà di informazione — tutti questi dubbi e timori non necessari saranno ridotti”, ha detto. “Questa è la reale risposta al problema”.

“Gli americani possono aiutare in questo cambiamento”, ha aggiunto, sottolineando che la mancanza di informazione libera ha aiutato il governo cinese a ritrarlo come un demone e un terrorista.

“Sembro un demone?”, ha scherzato il premio Nobel per la pace, mettendosi due dita sulla testa a mimare le corna.

Il Dalai Lama ha aggiunto che i motori di ricerca occidentali come Google sono importanti per il flusso di informazione all’interno della Cina e ha sottolineato che hanno ceduto alle pressioni del governo comunista per limitare quello che gli utenti possono visualizzare.

Google il mese scorso ha minacciato di ritirarsi dalla Cina se il governo non si fosse accordato per bloccare la censura al suo servizio in lingua cinese.

Fonte: Reuters Italia, 21 febbraio 2010

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