Da persecutore a perseguitata: poliziotta denuncia ex dittatore cinese

Jenny Li e Larry Ong, Epoch Times | 3/08/2015
Quando Cui Huifang ha notato che un’anziana detenuta nei campi di lavoro eseguiva dei movimenti lenti di qigong, si è subito arrabbiata. Ha scagliato una serie di pugni alla settantenne con una tale forza che è barcollata all’indietro e ha urtato un letto metallico.

Nella foto: Cui Huifang, un’ex poliziotta che ha partecipato alla persecuzione dei praticanti del Falun Gong. Cui è diventata anche lei una praticante dopo essere stata toccata dal comportamento delle persone che perseguitava. (Minghui.org)

Cui pensava al perché la detenuta osasse fare degli esercizi durante il suo turno. In quel periodo lavorava come poliziotta in un ‘Centro di riabilitazione attraverso l’isolamento forzato’ a Jiamusi, nella provincia nordorientale dell’Heilongjiang.

Insultare e picchiare i praticanti del Falun Gong – una disciplina spirituale composta di alcuni dolci esercizi e di insegnamenti basati sui principi di verità, compassione, tolleranza – era una routine per Cui. Dopo che nel 1999 iniziò la persecuzione di questa disciplina per volere dell’ex leader del Partito Jiang Zemin, molte persone sono stata spinte a perseguitare queste persone.

Ma poi Cui ha cambiato il suo cuore. In realtà, proprio dopo aver scagliato quel pugno, ha subito avuto il pensiero: per favore non ferire gli altri.

Lo scorso gennaio Cui, 52enne, è andata in pensione. Il 12 febbraio gli agenti di pubblica sicurezza hanno fatto irruzione a casa sua, è stata rapita, e da allora tenuta in un centro di detenzione a Jiamusi, al confine con la Siberia.

Verso la fine di luglio Cui ha convinto i suoi parenti a inviare una denuncia penale a suo nome contro Jiang Zemin alla più alta corte e al massimo organo procuratore della Cina. Ad oggi sono state presentate oltre centomila denunce contro Jiang Zemin per crimini contro l’umanità e genocidio, con la speranza che le autorità cinesi siano all’altezza del loro ruolo a tutela dello Stato di diritto.

La crescita del numero di querelanti (blu) e di denunce penali (arancione) contro Jiang Zemin a partire da maggio. I dati sono forniti da Minghui, un sito web che riporta informazioni di prima mano sul Falun Gong. (Frank Fang/Epoch Times) 

«Sono stato un membro attivo e posso testimoniare la campagna di persecuzione sanguinaria contro il Falun Gong», ha scritto Cui nella sua denuncia. «Ho anche sperimentato personalmente la bontà del Falun Gong, e sono diventata una praticante».

«Ora sono anch’io una vittima della persecuzione».

‘L’INASPETTATO È SUCCESSO’ 

Nei campi di lavoro i praticanti del Falun Gong sono sottoposti a lavaggio del cervello, abuso e tortura, nel tentativo di convincerli a rinunciare alla loro fede. Centinaia di migliaia sono stati perseguitati in questi modi, e più di 3.800 sono stati perseguitati a morte, secondo il sito ufficiale Minghui, un sito web che riporta informazioni di prima mano sul Falun Gong. Si pensa che i numeri siano molto superiori, ma è difficile ottenere informazioni indipendenti dalla Cina, dato lo stretto controllo dell’informazione da parte del Partito Comunista.

Cui Huifang inizialmente non pensava a nulla quando perseguitava i praticanti del Falun Gong. Anni di routine nel torturare i prigionieri del campo di lavoro come parte della loro ‘riforma’ l’avevano stordita; ad alcuni dei suoi colleghi piaceva anche molto.

Ma il comportamento dei praticanti del Falun Gong ha iniziato a muovere il cuore di Cui. Queste persone non solo non hanno mostrato alcun odio verso i loro torturatori, ma hanno risposto al ​​brutale abuso di Cui e degli altri con la gentilezza.

«Con il passare del tempo sono diventata sempre più interessata ai praticanti del Falun Gong», ha ricordato Cui a un amico, che ha scritto una lettera al pubblico ministero di Jiamusi.

Sentendosi scoraggiati poiché i praticanti del Falun Gong persistevano ancora nella loro fede, le autorità del campo di lavoro di Jiamusi hanno deciso di provare un approccio psicologico. Ai poliziotti sono stati consegnati i libri del Falun Gong con l’ordine di leggerli e di confutare gli insegnamenti, nel disperato tentativo di forzare i praticanti a rinunciare alla loro fede.

A Cui è stato dato lo Zhuan Falun, il libro principale del Falun Gong. Dopo averlo letto, «è accaduto l’inaspettato», ha scritto suo figlio di 26 anni, in una lettera al procuratore pubblico di Jiamusi.

Cui ha smesso di bere, ha smesso di giocare a mahjong, un gioco cinese dove spesso si gioca di soldi, ha detto meno parolacce ed è diventata più sana. «Lo Zhuan Falun ha completamente cambiato la vita di mia madre», ha scritto il figlio.

Diventare una praticante del Falun Gong è stata una lotta per Cui. Durante la lettura dello Zhuan Falun, Cui pensava che il Falun Gong «è giusto e insegna alle persone ad essere gentili» e sentiva che le calunnie del Partito Comunista nei confronti della pratica erano delle «ingiustizie». Ma poi ha subito messo giù il libro e ha pensato: «Come posso pensare così; sono una poliziotta con un lavoro e una famiglia!».

STORIA STRAORDINARIA 

Essendo una testimone diretta del terrore in Cina, ciò alla fine ha rafforzato la determinazione di Cui nel praticare il Falun Gong.

Un anno prima di andare in pensione, Cui ha deciso di dare sostegno ai praticanti del Falun Gong che erano stati torturati nel carcere di Jiansanjiang, nell’Heilongjiang. Poi la polizia locale ha picchiato e detenuto gli avvocati Tang Jitian, Jiang Tianyong, Wang Cheng, e Zhang Junjie, che avevano cercato di difendere i praticanti.

Dopo il caso di Jiansanjiang, Cui si è resa conto che stava per essere seguita e sorvegliata dalle autorità. A febbraio l’hanno arrestata con l’accusa di «possesso di segreti di Stato e di documenti riservati».

L’avvocato di Pechino Li Xiongbin ha incontrato Cui, e ha detto a Minghui che l’accusa era «solo una formalità», e che la questione chiave dietro il suo arresto era la sua straordinaria storia, un’ex poliziotta che è diventata una praticante del Falun Gong.

Cui Huifang «è diventata una praticante grazie alle sue esperienze, e lei sta dicendo alla gente perché ha praticato e che cos’è la pratica», ha detto Li.

«Questo ha un effetto sconvolgente sulla gente».


 

Fonte: Epoch Times, http://epochtimes.it/n2/news/da-persecutore-a-perseguitata-poliziotta-denuncia-ex-dittatore-cinese-2164.html

Articolo in inglese‘From Persecutor to Persecuted: Retired Chinese Policewoman Sends Criminal Complaint Against Former Dictator’

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