Crolla il greggio, salgono solo zucchero e caffè

Gli scossoni provenienti da Pechino, che ha alzato i tassi d’interesse, e dagli Usa, dove il dollaro ha trovato forza nei buoni risultati delle banche, hanno causato un improvviso arretramento delle quotazioni per quasi tutte le commodities. A farne le spese è stato soprattutto il petrolio, che da qualche mese registra un’abbondanza di offerta alla quale non corrisponde un’altrettanto solida domanda. Il Brent è atterrato a 81,10 $/bbl a Londra (-3,9%) e il Wti ha perso ancora di più, il 4,3%, chiudendo al Nymex a 79,49 dollari. Le flessioni non hanno risparmiato metalli preziosi e industriali: l’oro ha ceduto una trentina di dollari, scendendo sotto 1.340 $/oncia e trascinando al ribasso l’argento. Poco inferiore il calo percentuale registrato per platino, palladio e rame, mentre a Londra l’unico metallo che ha mantenuto le posizioni è stato il piombo. Deboli negli Usa anche il cotone (-2,7%), il frumento (-2,7%), il mais (-2%), il cacao (-1,6%). Controtendenza invece zucchero e caffè, in recupero tra il 2,7% e il 3,8% a Londra e a New York.

Fonte: Il Sole 24 ore, 20 ottobre 2010

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