Crisi coreana: cosa vuole fare davvero la Cina?

Continuano le ritorsioni della comunità internazionale contro la Corea del Nord. Il Giappone ha annunciato un rafforzamento delle sanzioni contro Pyongyang. Misura, questa, che non può modificare in maniera significativa gli equilibri dell’Asia del Nord dal momento che l’interscambio commerciale tra i due Paesi è sostanzialmente nullo. Più interessante è stata invece la reazione della Cina. Oggi il Primo Ministro Wen Jiabao è volato a Seoul (per una visita già programmata da tempo, non per occuparsi da vicino dell’emergenza) dove ha dichiarato, ha riportato la BBC, che Pechino non proteggerà chi ha affondato la Cheonan e che la Repubblica popolare condanna qualsiasi iniziativa in grado di mettere in discussione pace e stabilità nella penisola coreana.

Dichiarazioni senza dubbio importanti, soprattutto perché Pechino ha mantenuto fino a questa mattina un profilo basso nella crisi coreana. Peccato, però, che la stampa cinese affermi tutt’altro: ‘la posizione cinese sull’affondamento della Cheonan non è cambiata. La questione è molto complicata. Stiamo cercando di raccogliere informazioni sia dal Sud che dal Nord in maniera molto cauta’.

Nessuna condanna, nessuna presa di posizione. E allora chi sta dicendo la verità?

Fonte: Panorama, 28 maggio 2010

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