Criminalità Prato: nuova legge per sconfiggere la piaga del lavoro forzato

“Le azioni della Guardia di Finanza di questi giorni, che hanno assegnato un duro colpo alla criminalità organizzata cinese presente in varie regioni italiane, dimostrano che gli strumenti per una svolta ci sono, ma occorre la volontà politica ed il coraggio per affrontare e sconfiggere questa piaga del lavoro forzato”.

Lo dichiara Toni Brandi, presidente della  Laogai Research Foundation Italia, da anni impegnata in una campagna di informazione sui Laogai, i campi di lavoro forzato cinesi che nella sola provincia dello Zhejiang,  da dove proviene la maggioranza della popolazione cinese di Prato, sono almeno 20. Nei laogai dissidenti e religiosi sono costretti a lavorare fino a 16-18 ore al giorno per produrre in ogni settore merceologico. In particolare realizzano prodotti tessili, successivamente esportati in occidente.

“Esiste una proposta di legge bipartisan – spiega il presidente Brandi – per rendere illegale l’importazione e il commercio dei prodotti del lavoro forzato. La legge include l’istituzione di un Albo Nazionale dei prodotti realizzati senza l’impiego di lavoro coatto e delle relative imprese produttrici, con apposito marchio di conformità sociale. Sono previste sanzioni fino a 1.000.000 di euro, l’interdizione dalle attività commerciali, nonchè la confisca dei beni. Ora ci auguriamo che anche il Governo ponga attenzione al problema con sollecitudine”.

Fonte: Redazione, 30 giugno 2010

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