Costruttore di dighe cinese in Birmania taglia gli aiuti alimentari alle famiglie che protestano

Il “China Power Investment Corporation” (CPI), costruttore della controversa diga di Myitsone in Birmania nello stato Kachin, ha tagliato l’assistenza alimentare ad almeno due famiglie – tra i centinaia di sfollati dal progetto – dopo che hanno appoggiato le proteste contro la diga.

Le due famiglie erano del villaggio Aungmyinthar, uno dei due villaggi trasferiti nel 2010 a cui venivano forniti aiuti alimentari nel tentativo di far posto alla diga di Myitsone.

Ma il CPI ha recentemente tagliato la fornitura di riso alle due famiglie dopo che ha eseguito una marcia di protesta a Marzo contro ogni ripresa dei lavori per la diga, che era stata accantonata dal presidente Thein Sein nel 2011, dopo essere stato avvisato che era una minaccia per l’ambiente.

Circa 100 persone hanno preso parte alla marcia di protesta di 750 miglia (1.200 chilometri) da Yangon ala diga Myitsone nello stato di Kachin.

“Il CPI ha sospeso gli aiuti alimentari a due famiglie,” riferisce Layan, un abitante del villaggio di Aungmyinthar, a Radio Free Asia.

“Queste due famiglie hanno accolto e ospitato i manifestanti che hanno marciato da Yangon. Sembra che alla CPI non piace il loro coinvolgimento con queste persone che sono in protesta, ha detto Layan.

Come parte della compensazione, il CPI ha fornito circa 60 lattine di latte di riso condensato al mese per ogni abitante trasferito, che i residenti ritengono a malapena sufficienti, riferiscono le fonti.

Referendum segreto

Secondo i rapporti, in un referendum segreto tenutosi a Marzo, 1.086 abitanti su 1.160 da Aungmyinthar hanno detto che erano contro il progetto della diga.

Il CPI sta incitando il governo per avere il permesso di riattivare il progetto della diga Myitsone, che gli ambientalisti ritengono che se attuata potrebbe sommergere decine di villaggi, spazzare via più di 10.000 persone, e distruggere l’ecologia della zona.

Gli attivisti avevano promosso la marcia di protesta per informare il popolo dell’impatto del progetto sull’ambiente durante gli scali in luoghi come Bagan, Mandalay, Magway, Shwebo, Moenyin, e Myitkyina, la capitale dello Stato Kachin.

Il viaggio si è concluso presso il sito della diga nell villaggio Tan Phae alla confluenza dei fiumi Maykha e Malikha.

Il progetto della diga, che avrebbe fornito la maggior parte della sua energia elettrica alla Cina, ha provocato prima della sua sospensione la massiccia protesta pubblica per le voci di inondazioni e deforestazione che potrebbe causare.

I residenti trasferiti si sono lamentati per la bassa ricompensa che hanno ricevuto e per la terra assegnata non adatta a piantare le colture e per l’allevamento del bestiame, danneggiando i loro mezzi di sussistenza.

Traduzione a cura di: Flavio Brilli, Laogai Research Foundation, 26/6/2014

Fonte: Radio Free Asia


English version:

China Power Investment Corporation [CPI], builder of the controversial Myitsone Dam in Myanmar’s Kachin State, has cut off food assistance to at least two families—among hundreds displaced by the project—after they backed protests against the dam.

The two families were from Aungmyinthar village, one of two villages residents were relocated to in 2010 and provided food aid in a bid to make way for the planned Myitsone Dam.

But CPI recently cut its supply of rice to the two families after they backed a protest march in March against any resumption of work on the dam, which had been shelved by President Thein Sein in 2011 following warnings that it was a threat to the environment.

Some 100 people had taken part in the 750-mile (1,200-kilometer) protest march from Yangon to the Myitsone Dam site in Kachin state.

“CPI suspended food aid to two families,” Layan, a resident of Aungmyinthar village, told RFA’s Myanmar Service.

“These two families welcomed and hosted protesters who marched from Yangon. It seems CPI doesn’t like their involvement with these people who are marching,” Layan said.

As part of the compensation, CPI provided about 60 condensed-milk-size cans of rice a month per relocated villager, which residents say are barely enough, sources said.

Secret referendum

In a secret referendum held in March, 1,086 of 1,160 villagers from Aungmyinthar said they were against the dam project, according to reports.

CPI has been lobbying the government for permission to restart the Myitsone dam project, which environmentalists say if implemented would submerge dozens of villages, displace more than 10,000 people, and destroy the area’s ecology.

Activists had launched the protest march to speak to the people about the impact of the project on the environment during stopovers in places such as Bagan, Mandalay, Magway, Shwebo, Moenyin, and Myitkyina, the riverside capital of Kachin state.

The trip concluded at the dam site in Tan Phae village—the confluence of the Maykha and Malikha rivers.

The dam project, which would provide most of its electricity to China, had before its suspension provoked massive public outcry over the widespread flooding and deforestation it would cause.

Relocated residents have complained that the compensation they’ve received is too low and the land they have been allocated is not suitable for planting crops and rearing livestock, hurting their livelihoods.

Reported by Kyaw Myo Min for RFA’s Myanmar Service. Translated by Khet Mar. Written in English by Di-Hoa Le.

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