CORRETE A VEDERE IL FILM “KATYN” AL CINEMA FARNESE A ROMA E OVUNQUE SI PROIETTI!!

Nel  1939-1940 l’esercito comunista sovietico macella con il caratteristico colpo alla nuca e la tipica legatura  (che blocca le mani dietro la schiena dopo aver passato un cappio attorno al collo della vittima, in modo che questa si strangoli da sé) 12.000 ufficiali polacchi e li fa sparire a Katyn. Nel 1943 i tedeschi scoprono nella località polacca le fosse comuni piene di cadaveri e di divise ben riconoscibili e chiedono la testimonianza della Croce Rossa di paesi allora neutrali per un sopralluogo. Infatti le modalità e la datazione delle esecuzioni permettono di attribuire il crimine alla precedente occupazione sovietica (seguita al patto nazista-sovietico Ribbentrop- Molotov). L’ispezione congiunta si fa e non ci sono dubbi: i tedeschi non sono i responsabili. Poi  i sovietici riversano l’accusa sui tedeschi grazie al loro ufficio di disinformazione (DISINFORMACIJA) e in Occidente ognuno preferisce credere o dimenticare quel che vuole. Nel 1947 il Partito Comunista Polacco va al potere (anche a causa degli accordi USA- URSS di Jalta, che dividono l’Europa in due zone d’influenza) e avalla la menzogna sovietica dell’eccidio nazista. NEL 1989 si riesumano i cadaveri e si scoprono altre fosse,  il Partito Comunista Sovietico si dissolve e i russi desiderano davvero far luce sui crimini del passato regime. A Katyn una sostanza dovuta alla decomposizione dei cadaveri a determinate temperature, che ha paradossalmente funzionato da conservante, l’adipocera, permette un esame accurato delle salme e la certezza dell’esecuzione di soli ufficiali ad  opera di truppe regolari comuniste sovietiche. Nel 2009 il Grande Cinema illustra la Grande Storia. Il film di Wajda, perfetto nella forma,  per quanto riguarda il soggetto trasporta nel mondo pulito delle grandi tragedie, dove non c’è bisogno di effetti speciali e si attua naturalmente la catarsi liberatoria dello spettatore.

Narrando la vicenda della famiglia di un ufficiale massacrato a Katyn, Wajda allarga lo sguardo sulle sofferenze e il dolore di un’intera nazione, contemporaneamente assalita da Hitler e da Stalin e poi ceduta vilmente al secondo per gli accordi di Jalta. Anche in Italia, per i cittadini qualsiasi, dunque la verità su Katyn potrebbe farsi strada per merito del regista polacco. E invece non se la fa, perché il film è silenziato “da una pigra distribuzione”, “perché siamo ridanciani”, “perché non incontra successo di pubblico”, etc….Il motivo è un altro. Wajda, antinazista e anticomunista,  rappresenta oggettivamente la brutalità degli uni e degli altri, ma  svela un crimine comunista, quando è noto che i comunisti hanno sempre ragione. Al film sarebbe stato decretato il trionfo, se solo Wajda, invece di testimoniare la verità, avesse attribuito ai tedeschi lo sterminio degli ufficiali polacchi. I comunisti sono sempre eguali: censura e autocensura nell’informazione, “pulizia militare” contro gli ufficiali polacchi per disporre di una Polonia senza guida, “pulizia etnica” contro gli esuli istriani per impadronirsi di paesi senza classe dirigente ormai infoibata….persino le legature e il colpo alla testa sono ancora gli stessi. Pure oggi i cinesi, che sono comunisti, legano i condannati a morte come furono legati gli ufficiali di Katyn  e sparano alla testa dei condannati nello stesso modo con cui i sovietici spararono agli ufficiali di Katyn (sempre che non debbano espiantare ai morituri i loro organi per venderli, perché in tal caso sono più delicati e usano l’iniezione letale)

ANCORA SU KATIN

In una delle passate celebrazioni della battaglia di Montecassino (1944), dove i Tedeschi riuscirono per lungo tempo a sbarrare agli Alleati la strada per Roma, molti reduci e delegazioni dei vari paesi erano convenuti per commemorare l’avvenimento di tanti anni prima. In prima fila gli ufficiali del 2° corpo d’armata polacco (comandati da Wladyslav Anders), che avevano combattuto contro i Tedeschi inquadrati fra le forze inglesi. In seconda fila gli ufficiali polacchi filo sovietici, accompagnati da un famoso lumacone della prima repubblica, che reclamava a gran voce il posto in prima fila per i suoi ospiti. Gli ufficiali polacchi di Anders risposero:”Noi non cederemo mai il posto a chi si è alleato con gli assassini dei nostri fratelli a Katyn!”. Seguì un vivace scontro fisico tra i polacchi e l’eclissi del lumacone.

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