Corno d’Africa/ Carestia, Berlino punta il dito contro Cina

Lo sfruttamento agricolo intensivo praticato da alcune aziende cinesi nel Corno d’Africa è una delle cause della carestia nel Corno d’Africa. Lo sostiene l’incaricato per gli affari africani del governo tedesco, Guenther Nooke. “Nel caso dell’Etiopia, è probabile che la vendita massiccia di terre ad aziende o a nazioni, come la Cina, che vogliono praticarvi un’agricoltura intensiva, profitti solo ad una ristretta elite. Sarebbe invece più utile per la popolazione che il governo si occupasse di migliorare le infrastrutture per la produzione agricola del paese”, ha affermato Nooke in un’intervista alla Frankfurter Rundschau. “Non tutto quello che fa la Cina in Africa è cattivo. Ma consacrare tutta l’agricoltura alle esportazioni può portare a gravi conflitti sociali, se i piccoli agricoltori perdono le loro terre e quindi gli unici mezzi di sussistenza”, ha aggiunto Nooke. “Gli investimenti cinesi forse hanno anche un aspetto positivo: mostrare come un’agricoltura intensiva possa essere reddizia in Africa”. La siccità che colpisce il Corno d’Africa, la più grave degli ultimi 60 anni, minaccia 12 milioni di persone in Somalia, Kenya, Etiopia, Gibuti, Sudan e Uganda.

Fonte: TM News, 28 luglio 2011

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