Convegno a Bergamo: Oltre il Muro

Bergamo, 16 gennaio. Nell’Auditorium del Seminario si è svolto il Convegno “Oltre il Muro: Berlino, Palestina, Cina e Tibet”. Davanti ad un folto pubblico di circa 700 studenti del Liceo Classico Paolo Sarpi, Niccolò Fabrizi, organizzatore dell’evento, ha introdotto il Convegno ricordando che quarantuno anni fa, il 16.1.1969, si dette fuoco il giovane Jan Palach per protestare l’invasione di Praga da parte dei carri armati sovietici. Successivamente sono stati filmati due video riguardo alla caduta del muro, la rivolta di piazza Tianamen, le rivolte di Praga del 1968 e del 1989 ed un un’intervista a Jan Palach sul suo letto di morte (che avvenne tre giorni dopo). Il Prof.  Dall’Asta, docente alla Cattolica di Milano, ha spiegato la storia del Muro di Berlino che rappresentò per quasi trenta anni la morte di una speranza di vita umana. I sovietici furono costretti a costruire il Muro, il 13 agosto 1961, a causa dell’enorme esodo di centinaia di migliaia di tedeschi dell’est che ogni anno fuggivano dal “paradiso comunista”. Anche dopo la costruzione del Muro i tedeschi della DDR (Repubblica Democratica Tedesca) continuarono a cercare di fuggire in occidente. Ben 227 furono uccisi dalle pallottole della polizia di frontiera comunista. Il Muro cadde finalmente il 9 novembre del 1989 in seguito alle numerose proteste in Polonia, Germania Orientale ed altri paesi dell’est europa.  “La storia insegna che non si deve avere paura, il male va combattuto” ha concluso il Prof. Dall’Asta. Clicca qui per l’intervento del Prof. Dall’Asta. Il giornalista Andrea Valesini, esperto della questione palestinese, ha  ricordato il Muro costruito dal Governo Israeliano che causa grandi problemi alla popolazione locale mediante una gigantesca presenza militare, controlli assidui, posti di blocco e cancelli che, in territorio palestinese, limitano fortemente la circolazione. Il Muro ha infatti anche inglobato una parte del territorio palestinese. Inoltre esistono 127 colonie e 100 insediamenti “illegali” (anche secondo il Governo di Tel Aviv) in territorio Palestinese dove vivono circa 500,000 ebrei. Dopo una breve pausa è stato filmato il cortometraggio “Blood is on the square” prodotto da sopravvissuti al massacro della notte del 3-4 giugno 1989 a Pechino.  La triste situazione dei diritti umani in Cina ed in Tibet è stata presentata successivamente da Toni Brandi che ha mostrato una serie di immagini e foto sulle continue violazioni dei diritti umani nel paese asiatico. “Nonostante i laogai, le esecuzioni capitali, la vendita degli organi dei condannati a morte, gli aborti forzati e la repressione di tutte le religioni e di ogni dissenso le autorità politiche nazionali ed internazionali continuano imperterrite a collaborare con Pechino” ha detto Brandi. Le persecuzioni in Cina non diminuiscono ma aumentano. Il filmaker tibetano Dhondup Wangchen è stato appena condannato a 6 anni di carcere. Due  monache tibetane, Nordon e Lhawang Dekyi, a due e tre anni di prigione. Liu Xiaobo ha ricevuto una condanna ai laogai di 11 anni e nell’ ex Turkestan Orientale le condanne a morte si contano a decine.  Bravo Google che ha giustamente deciso di ribellarsi alla censura del regime comunista cinese! Alla fine degli interventi gli studenti hanno posto una serie di domande e mostrato un grande interesse per questi problemi che hanno un forte impatto negativo sulle nostre vite e, soprattutto, lo avranno su quelle delle generazioni future.

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