Contraffazione: Cina contro Made in Italy

Siamo invasi da prodotti asiatici che, messi sul mercato da imprenditori senza scrupoli, vengono posti in vendita senza alcun tipo di controllo anche se sono realizzati con materiali scadenti o privi dei requisiti di sicurezza e spesso non sottoposti a controlli nel Paese di origine.

Da qualche tempo, si assiste sempre più frequentemente all’invasione di prodotti asiatici che, introdotti nel nostro mercato da imprenditori senza scrupoli, vengono posti in vendita senza alcun tipo di controllo anche se sono realizzati con materiali scadenti o privi dei requisiti di sicurezza e spesso non sottoposti a controlli nel Paese di origine: inoltre, visto che i costi di produzione sono molto bassi, sono appetibili agli acquirenti, ignari dei grandi pericoli occultati dai piccoli prezzi. Questo l’oggetto dell’interrogazione, di cui la deputata del Pdl Giustina Mistrello Destro è prima firmataria, rivolta ai ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e del welfare, Maurizio Sacconi. Nell’interrogazione si legge che nonostante l’Unione europea sia intervenuta in diverse occasioni, anche in sede legislativa, su tale materia e nonostante l’intervento del Governo, che con il decreto-legge del 25 settembre 2009, n. 135, tutela in maniera più incisiva il Made in Italy, l’apprendere, quasi giornalmente, da notizie di stampe di maxi-operazioni di sequestro da parte della Guardia di finanza di prodotti non conformi ai requisiti minimi di sicurezza o fabbricati con materiali tossici, testimonia come il problema della contraffazione e dell’invasione dei prodotti asiatici sia ancora lontano da una definitiva soluzione. In particolare, le investigazioni condotte dalla Guardia di finanza di Padova hanno consentito, in queste ultime settimane, il sequestro di quasi 80mila prodotti, in particolare di materiale elettrico ed idraulico, provenienti dalla Cina, recanti la marcatura CE, palesemente, non conforme alle disposizioni di legge e, in sinergia con la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) e le associazioni di categoria di Padova, sono state avviate attività di analisi tecniche di tali prodotti in relazione ai quali sono emersi indizi di pericolosità per la salute dei consumatori. Infatti, grazie a tale sinergica attività è stato possibile effettuare prove di compatibilità dei materiali utilizzati per la produzione della rubinetteria sequestrata, con acque destinate al consumo umano, e ne è stata evidenziata la tossicità e i consequenziali gravi danni per la salute dei cittadini.
Nell’ottica di mettere in sicurezza ulteriori partite di analoghi prodotti presenti sul territorio nazionale ed evitare che l’acquisto e l’utilizzo possa mettere a rischio la salute di ignari consumatori attratti da prezzi concorrenziali, sono tuttora in corso accertamenti finalizzati alla ricostruzione dell’intera filiera di commercializzazione. Esposta la pericolosità di tali contraffazioni, ai mministri Scajola e Sacconi si chiede quali urgenti iniziative intendano adottare al fine di evitare l’accesso nel nostro Paese di tali prodotti pericolosi e addirittura potenzialmente letali per la salute degli individui e se non ritengano opportuno adottare misure maggiormente protettive del mercato italiano, estendendo a qualsiasi prodotto proveniente dalla Cina un controllo ancora più severo e incisivo, al fine di prevenire forme di concorrenza sleale a danno dei produttori nazionali e europei, e al fine di tutelare la salute dei consumatori inconsapevolmente esposti a gravi rischi di intossicazione.

Fonte: Informazione.it, 5 dicembre 2009

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