Continua la campagna di sensibilizzazione della Fondazione Laogai in Trentino

Per iniziativa della Coldiretti Trentina, del Club 3P e dell’Associazione Culturale “Memores”, si sono svolti due Convegni a Mattarello di Trento ed a Sabbionara d’Avio venerdì 14 e sabato 15 gennaio. Al centro dei Convegni e dei successivi dibattiti sono stati l’impatto socio-economico dei Laogai, delle importazioni dalla Cina e delle continue violazioni dei diritti umani nel paese asiatico. Sono intervenuti i rappresentanti delle Associazioni, Toni Brandi, Pino Morandini, consigliere regionale, e Danilo Merz, direttore della Coldiretti Trentina. Toni Brandi ha presentato la struttura, lo scopo e la crescita dei campi Laogai, creati da Mao Zedong nel 1950 ed ancora operanti e le numerose violazioni dei diritti umani come la persecuzione dei cattolici e di tutte le religioni, la tortura, le sterilizzazioni e gli aborti forzati, le esecuzioni capitali, il traffico degli organi dei condannati a morte e la persecuzione di ogni dissenso. La LRF produce periodicamente rapporti che denunciano imprese nazionali ed internazionali che utilizzano il lavoro coatto dei laogai a scopo di profitto e il 2.12.2010 ha presentato una legge a Montecitorio contro l’importazione e il traffico dei prodotti del lavoro forzato. Pino Morandini ha spiegato i contenuti e gli obiettivi della sua Mozione contro i campi Laogai approvata, alla quasi unanimità, dal Consiglio Regionale nel Novembre 2009. Danilo Merz ha informato i presenti su una serie di dati preoccupanti riguardo le importazioni in Italia di prodotti agro-alimentari, soprattutto dalla Cina. Ottocentomila tonnellate di concentrato di pomodoro cinese entrano annualmente nel nostro paese; a Ravenna arrivano mele cinesi al costo di 20 centesimi di euro al chilo che includono 12 centesimi per il trasporto; due litri di latte italiano su tre non sono prodotti in Italia; l’Italia produce 30 miliardi di euro di prodotti agricoli all’anno ma nelle statistiche mondiali ne risultano quasi duecento miliardi. Dove a da chi sono manufatti i restanti 170 miliardi di euro di prodotti “italiani” chiede Merz che ha anche denunciato la crescita degli OGM che causano fame, desertificazione, danni alle coltivazioni biologiche e rendono gli agricoltori locali schiavi dei prezzi e termini dettati dalle multinazionali, come recentemente anche denunciato dalla Santa Sede. “I consumatori devono sapere cosa comprano e dove vengono prodotte le merci” ha sottolineato Merz. La Coldiretti ha molto contribuito ad una legge sull’etichettatura obbligatoria di tutti i prodotti agro-alimentari venduti in Italia, che verrà approvata alla Camera la settimana del 17 gennaio. Un’altro grave problema è rappresentato dalla lunga filiera agricola dove la grande distribuzione riceve il 62% dei prezzi di vendita. Per combattere questa piaga la Coldiretti lancerà, nei prossimi mesi, la “Campagna Amica”, una catena di negozi che distribuirà direttamente ai consumatori prodotti agro alimentari genuinamente italiani a prezzi competitivi.

Fonte: Redazione, 18 gennaio 2011

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