Continua a calare l’export cinese, incerti segni di ripresa nell’economia interna

Gli esperti concordano che i parziali segni di ripresa siano conseguenza degli investimenti statali per 4mila miliardi di yuan. Ma si dividono nel valutare cosa succederà nei prossimi mesi. Intanto la crisi ha colpito anche le ditte cinesi non manifatturiere, come quelle di servizi.  Aumentano del 40% gli investimenti in Cina a maggio. Rallenta, ma di poco, la contrazione delle esportazioni cinesi. Ma gli esperti ritengono che i timidi miglioramenti siano solo conseguenza degli investimenti previsti dal governo per 4mila miliardi di yuan (oltre 400 miliardi di euro). Intanto è in grande difficoltà anche il settore dei servizi.La crescita degli investimenti del 40% rispetto al maggio 2008 è basata su stime ricavate dagli investimenti sia nel settore industriale sia per gli acquisti immobiliari (aumentati del 6,8% nei primi 5 mesi del 2009). Sempre a maggio le esportazioni cinesi sono diminuite del 26,4% rispetto al maggio 2008 e le importazioni si sono contratte del 25,2%. L’Amministrazione generale dei dazi dice che però l’export è salito dello 0,2% rispetto allo scorso aprile e le importazione hanno un +4,4%.

Gli economisti concordano nell’attribuire questi segni di ripresa ai finanziamenti annunciati dal governo per 4mila miliardi di yuan (oltre 400 miliardi di euro). Anche grazie a questa somma, da novembre sono già stati realizzati 20mila chilometri di strade rurali, 445 chilometri di autostrade ed edifici aeroportuali per 100mila metri quadrati. Alcuni esperti mostrano ottimismo e osservano che gli attuali ordini di merci dall’estero sono stati fatti mesi fa, quando era maggiore il timore per la crisi globale.
Invece altri analisti ritengono che il miglioramento nella situazione interna sia solo conseguenza di questi investimenti statali, che ritengono insufficienti ad ottenere una ripresa economica duratura.
Feng Yuming, economista di Shanghai, osserva che “permane debole la domanda estera [per le merci cinesi] poiché le economie di Stati Uniti ed Europa sono ancora in contrazione, per cui sarà difficile che ci sia un rapido recupero per l’export cinese”.

Anche l’esperto bancario Xing Zhiqiang commenta al South China Morning Post che per gli investimenti “è un periodo drammatico, che prevediamo continui per i prossimi 6-9 mesi”.

Ora la crisi ha colpito non soltanto le manifatture ma anche le ditte di servizi, in crisi per le diminuite commesse, ma anche per i molti crediti non potuti riscuotere verso imprese che hanno chiuso o sono insolventi. Nel primo trimestre 2009 gli incassi per il settore sono scesi del 3,3%. La China Federation of Logistics and Purchasing ha detto, in una lettera inviata a febbraio alle autorità centrali, che “i clienti ritardano i pagamenti. Alcuni loro clienti sono falliti o hanno rinegoziato i pagamenti. Aumenta il rischio che ci siano crediti non riscotibili. Molte ditte cinesi logistiche hanno dovuto rinviare o cancellare i previsti investimenti”.

 

 

 

Fonte : Asia News

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