Confartigianato Treviso: “Se l’UE riconoscerà la Cina come economia di mercato, danni gravissimi per le imprese europee”

L’eurodeputato David Borrelli, invitato da Confartigianato Mandamento di Treviso il 7 ottobre scorso, ha illustrato agli artigiani le conseguenze devastanti se alla Cina verrà riconosciuto lo status di economia di mercato.

“Entro l’11 dicembre prossimo la Commissione europea dovrà decidere se concedere lo status di economia di mercato alla Cina (il cosiddetto MES – Market Economy Status), un’ipotesi che farebbe cadere automaticamente tutti gli strumenti di difesa, a cominciare dai dazi antidumping, che l’Europa oggi utilizza per contrastare la concorrenza sleale del gigante asiatico”.

Il tema controverso della concessione del MES alla Cina da parte dell’Unione Europea è stato illustrato agli artigiani aderenti a Confartigianato Imprese Treviso da David Borrelli, europarlamentare europeo, nonché membro delle Commissioni europee ITRE (Industria Ricerca ed Energia) ed INTA (Commercio internazionale).

“Se la Cina sarà riconosciuta come economia di mercato, – ha spiegato il presidente del Mandamento di Confartigianato Treviso, Ennio Piovesan – le conseguenze per l’Europa saranno devastanti, eppure se ne parla troppo poco, nonostante il tempo stringa. Abbiamo quindi deciso di discuterne con l’eurodeputato Borrelli, per essere informati sul tema e capire cosa possiamo fare per arginare un tale rischio a difesa delle piccole imprese artigiane, la vera ossatura dell’economia italiana”.

“Con il riconoscimento del MES alla Cina e la caduta automatica di tutti i dazi antidumping finora applicati, – ha continuato Borrelli – di fatto le imprese europee non saranno più tutelate dalla concorrenza sleale della Cina. Questa attualmente non è affatto un’economia di mercato, come si vorrebbe far credere, bensì un’economia pianificata, dove il ruolo dello Stato continua ad essere pervasivo, creando forti distorsioni sui meccanismi di determinazione dei prezzi e controllando ampi settori industriali, quali la metallurgia di base, il tessile, la chimica, la plastica. Siamo convinti che il riconoscimento del MES alla Cina determinerà la fine per le piccole e medie imprese europee, con una perdita stimata di 3 milioni di posti di lavoro in tutta Europa, 400mila solo in Italia”.

Nel 2001, quando la Cina fece il suo ingresso nel Wto (Organizzazione mondiale del commercio), venne stabilito che avrebbe cessato di essere un’economia “non di mercato” dopo 15 anni, viste le grandi riforme in corso d’opera. “Ora, mentre Pechino considera automatico tale riconoscimento, lo status di economia di mercato dovrebbe essere conferito soltanto al maturare di precise condizioni, ad oggi inesistenti”. Per questo lo scorso 15 febbraio migliaia di imprenditori e lavoratori sono scesi in piazza a Bruxelles per dire no all’eventualità del MES alla Cina.

“La battaglia però non è finita, la Commissione europea non si è ancora espressa in merito, – ha dichiarato Borrelli – nonostante manchi pochissimo tempo all’11 dicembre 2016. Abbiamo quindi lanciato una controconsultazione pubblica per dire no all’invasione cinese, dove abbiamo messo insieme 90 deputati di 16 Paesi diversi e di tutti gli schieramenti politici del Parlamento Europeo, perché questa deve essere una partita condivisa, estesa e trasversale. Maggiore sarà la partecipazione popolare, attraverso il portale www.meschinawhynot.eu, maggiore sarà il nostro peso di fronte alla Commissione”.

L’eurodeputato ha infine detto: “Sono particolarmente contento di aver partecipato a questo incontro organizzato da Confartigianato Imprese Treviso, in quanto mi ha permesso di incontrare le aziende artigiane del mio territorio e dialogare insieme sui temi di maggiore attualità per loro in Europa. Ritengo sia giusto tutelare il nostro valore più grande, ossia le imprese italiane. Questo continuerà ad essere uno degli obiettivi principali che mi vedranno coinvolto in prima linea durante tutta la durata del mio mandato”.

Treviso Today,11/10/2016

 

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