Concentrato cinese per il pomodoro “made in Italy”. “Danno enorme per la provincia di Foggia”

“Il 40 percento del pomodoro italiano viene proprio dalla Capitanata. La provincia di Foggia è leader nel comparto con 3.500 produttori di pomodoro che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di quasi 175.000.000 euro.

Dati ragguardevoli se confrontati al resto d’Italia con i suoi 55 milioni di quintali di produzione e i 95mila ettari di superficie investita. E’ evidente, dunque, il danno arrecato al settore dalle 82.000 tonnellate di concentrato di pomodoro provenienti dalla Cina per produrre salse ‘italiane’. Nonostante sia entrato in vigore il 15 giugno 2006 il Decreto ministeriale relativo all’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine della passata di pomodoro, continua ad essere perpetrato un pericoloso inganno per i consumatori sul mercato globale dove il concentrato di pomodoro cinese fa concorrenza sleale al vero Made in Italy”. E’ il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a ricordare i numeri della produzione in Puglia di pomodoro da industria.

Le esportazioni di conserve di pomodoro italiane hanno fatto registrare un aumento record del 20% delle vendite in valore negli Stati Uniti che nel 2015 sono il primo Paese di destinazione della pummarola Made in Italy fuori dall’Unione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione dell’Assemblea di Anicav, l’Associazione nazionale industrie delle conserve vegetali. All’estero – ha sottolineato la Coldiretti – si registra un andamento positivo per le conserve di pomodoro nazionali con un aumento medio a livello mondiale delle esportazioni del 6 per cento nei primi otto mesi del 2015 rispetto all’anno precedente. “E’ il risultato della spinta della ripresa economica, del tasso di cambio favorevole e dell’effetto propulsivo di Expo” sottolinea il presidente Nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel ricordare che anche la first lady Michelle Obama nella sua visita in Italia ha affermato che con “un pacco di pasta, pomodoro e basilico in trenta minuti si realizza un pasto delizioso”. Il pomodoro italiano – ha precisato Moncalvo – ha tutte le caratteristiche per cogliere le nuove tendenze dei consumi a livello internazionale che premiano l’identità de Made in Italy e le proprietà salutistiche della dieta mediterranea di cui è un componente fondamentale.

Per non sperperare il patrimonio di credibilità conquistato – ha continuato Moncalvo – occorre lavorare su legalità e trasparenza con l’estensione a tutti i derivati, dal concentrato ai sughi pronti, dell’obbligo di indicare la provenienza del pomodoro, già in vigore in Italia per le passate.

Una esigenza – ha sostenuto Moncalvo – di fronte all’aumento del 567 per cento nei primi otto mesi delle importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che è diventato il primo fornitore. Senza dimenticare – ha continuato Moncalvo – la necessità di superare le barriere doganali ancora presenti in alcuni importanti Paesi come gli Stati Uniti dove a limitare la competitività sulle conserve di pomodoro italiane sono i pesanti dazi che sono ancor più inaccettabili alla luce dell’avvio del negoziato sul libero scambio (TTIP).

“Dobbiamo fare in modo – aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – che la legge nazionale sia realmente rispettata per garantire al contempo un giusto reddito ai nostri imprenditori agricoli e sicurezza alimentare ai cittadini consumatori.

Le Istituzioni locali devono contribuire a rendere operativa la legge. Per questo la Coldiretti Puglia chiede da anni che nelle mense scolastiche e degli ospedali sia previsto l’obbligo di utilizzare esclusivamente passata di pomodoro italiana e prioritariamente prodotti agroalimentari rigorosamente locali”.

Il provvedimento stabilisce, infatti, che sulle etichette venga obbligatoriamente indicata “la zona di coltivazione del pomodoro fresco utilizzato” e completa la precedente normativa che prevede che la vera passata Made in Italy debba essere ottenuta solo direttamente da pomodoro fresco con l’eventuale aggiunta di spezie, erbe, piante aromatiche e sale, ma con una presenza di bucce e semi non superiore al 4% del prodotto finito.

Secondo l’analisi della Coldiretti le conserve di pomodoro sono una delle punte dell’agro-alimentare italiano, con una fortissima propensione all’export, visto che circa il 60% dei derivati è destinato ai mercati internazionali. La produzione totale Italia nel 2015 – rileva la Coldiretti – è stata stimata in 5,2 milioni di tonnellate di pomodoro fresco con un aumento del 7% rispetto al 2014 che generano un fatturato di 3 miliardi di euro in un sistema che dà lavoro a 8 mila produttori agricoli e 10 mila addetti nella parte industriale che vede impegnate 110 industrie e 54 Organizzazioni dei Produttori. Il pomodoro – conclude la Coldiretti- è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani che ne consumano circa 35 chili a testa all’anno a casa, al ristorante o in pizzeria. Ad essere preferiti, sono stati nell’ordine le passate, le polpe o il pomodoro a pezzi, i pelati e i concentrati”.

Immediato,02/12/2015

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