Comunicato dei contadini del tessile

Pubblichiamo un comunicato dei Contadini del Tessile riguardo la recente presa di posizione dello SMI.


Carissimi amici,

vi allego un comunicato riguardante lo SMI, la cui vera vocazione si sta sempre più distaccando dagli interessi delle aziende tessili italiane che ancora mantengono produzione sul suolo nazionale.

Per noi Contadini del Tessile questo non è certo un segreto ormai da tempo immemore, ma vorrei che il Contadino Archivista Silvio diffondesse questo comunicato a tutti gli indirizzi del data base, affinchè nessuno si sorprenda più del perchè Michele Tronconi ed i suoi compagni di merende abbiano provato qualuque cosa in questi ultimi 10 mesi di battaglia per osteggiare una normativa che impedisse di lasciare mano libera a chiunque volesse contrabbandare il vero Made in Italy con produzioni interamente allocate in Cina.

Con l’ormai nauseante scusa di “favorire l’apertura di nuovi mercati” che ha la stessa nulla credibilità della nenia recitata da Paolo Zegna e Co in merito all’Europa ” che rifiuta qualunque legge a tutela del Made in “,  questi signori continuano imperterriti nella distruzione programmata delle nostre aziende e, quello che è più grave, mantengono ancora tra i loro associati in buona fede molte aziende che hanno giustamente partecipato
al nostro movimento dei Contadini ed hanno visto con gioia raccogliere i primi, sostanziali, risultati.

Sarebbe ora che chiunque ritenga logica la legge Reguzzoni-Versace-Calearo, dia immediatamente le dimissioni dallo SMI, nemico giurato e dichiarato di ogni principio di trasparenza e tutela del consumatore finale di prodotti tessili.

Contadino Francesco Bonomo

Segue il Comunicato del SMI

Smi all’assalto del mercato cinese

Arrivano i primi numeri dell’iniziativa voluta da nel settembre del 2008 da Sistema Moda Italia che, grazie ad una Intesa siglata dall’ex Ministero del Commercio Internazionale e dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero, decise di rendere operativo, presso l’Ufficio Ice di Shanghai, un desk finalizzato ad assistere le piccole-medie imprese italiane del settore tessile-abbigliamento moda nell’affrontare le sfide del grande mercato asiatico.  In questi mesi l’ufficio si è avvalso delle competenze di una Project Manager cinese, Lily Li, che ha assistito più di 100 aziende italiane sia nel loro primo approccio con la Cina, sia come supporto alle imprese già presenti sul mercato. Nel frattempo si sono intensificati i rapporti con la CNTAC, l’omologa federazione imprenditoriale cinese: sono stati organizzati incontri e seminari per definire regole comuni a partire, ad esempio, dalla difesa della proprietà intellettuale, al fine di favorire ed intensificare la collaborazione tra le imprese italiane e quelle cinesi.  Il 30 marzo scorso una delegazione di Smi, formata dal vice presidente vicario Paolo Bastianello, dal direttore generale Gianfranco Di Natale e dal direttore generale di Milano Unica Massimo Mosiello, ha incontrato il vice Primo Ministro cinese, Zhang Dejiang in occasione dell’inaugurazione di Intertextile a Pechino. La sera precedente si è svolto un incontro ai massimi livelli di rappresentanza delle aziende italiane già presenti in Cina, oltre che di imprese interessate a questo mercato, e di importanti retailers, distributori e stampa specializzata di settore cinesi. L’evento, organizzato da Sistema Moda Italia e dall’Ice, ha riscosso notevoli consensi sia perché all’altezza dell’immagine della moda italiana sia per i temi trattati. “L’iniziativa del desk in Cina – dice Paolo Bastianello – è unica in ambito confindustriale e innovativa per le modalità di collaborazione tra pubblico e privato, sta confermandosi come esempio di aiuto tangibile alle aziende, e sta diventando un possibile modello da duplicare anche su altri mercati – consolidati o emergenti – interessanti per le aziende della filiera”.

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