Computer, giocattoli, cd contraffatti: maxisequestro di prodotti cinesi

Circa 10 milioni di pezzi di produzione cinese tra computer, giocattoli, piccoli elettrodomestici, occhiali, cd, dvd, del valore commerciale che supera i 50 milioni di euro, in parte contraffatti ed in parte non in regola con la normativa comunitaria sulla sicurezza sono stati sequestrati a Milano dalla Guardia di Finanza. Secondo i militari è il più ingente sequestro del genere operato negli ultimi anni in Lombardia. Circa 2 milioni di prodotti sono giocattoli non conformi alla normativa di sicurezza, con conseguenti gravi rischi a danno dei potenziali piccoli utilizzatori. E’ stato sequestrato anche un numero consistente di pile elettriche inserite in piccoli elettrodomestici, insicure e pericolose, che si deformavano con la semplice pressione delle dita.  L’operazione, chiamata «Flash» e coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Nicola Cerrato, a capo del pool anti-contraffazione della Procura, ha coinvolto una quindicina di finanzieri per un’attività di indagine durata circa tre mesi, che si è sviluppata attraverso un’attività di controllo del territorio che ha portato i finanzieri ad individuare un continuo movimento di cittadini cinesi all’interno di un grande deposito. Una volta avviate le indagini sono stati individuati altri tre magazzini e sono scattate le perquisizioni, che hanno interessato anche due esercizi commerciali, di cui uno nella zona di via Paolo Sarpi. Due cinesi sono stati denunciati ed individuati due lavoratori irregolari. «Il mercato della contraffazione sta cambiando pelle – ha spiegato Cerrato – con l’importazione e la commercializzazione massiccia di giocattoli potenzialmente pericolosi per i bambini per la presenza di vernici tossiche o di piccoli pezzi che si staccano facilmente. Inoltre, la nuova frontiera di questo mercato è sempre più l’online». Nel primo semestre del 2010, il comando provinciale della Gdf milanese ha sequestrato 13,5 milioni di articoli, per un valore commerciale di 68 milioni di euro, e ha denunciato a piede libero 45 persone.

Fonte: Corriere della Sera on-line, 6 luglio 2010

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