Colloqui Cina-Stati Uniti: leader attenti a evidenziare i punti in comune

Il Segretario Usa al Tesoro Tim Geithner ha invitato ieri la Cina a “fondare un nuovo modello di sviluppo, guidato soprattutto dalla domanda interna” invece che sull’esportazione e ha ribadito la necessità di un apprezzamento dello yuan. Pechino risponde contestando “il protezionismo” Usa per le forti restrizioni imposte agli investimenti cinesi nel Paese, più volte non ammessi per “preoccupazioni di sicurezza nazionale”. Intanto gli Stati Uniti sollecitano la controparte a un maggior rispetto per i diritti  umani. Sono iniziati ieri a Washington gli annuali colloqui di 2 giorni Usa-Cina. Da anni gli Stati Uniti accusano Pechino di tenere il valore dello yuan basso in modo artificiale, sottostimandolo del 20-40%, così da rendere meno costosi i suoi prodotti e da favorirne l’esportazione, a danno delle industrie degli altri Paesi e con perdita di posti di lavoro negli Usa. Questo ha però favorito una forte inflazione in Cina (a marzo del 5,4%), per contenere la quale Pechino negli ultimi mesi ha consentito un apprezzamento dello yuan, così da diminuire il costo dei prodotti importati. Oggi la valuta cinese ha raggiunto il record di 6.4937 yuan per dollaro, ad aprile ha avuto un apprezzamento complessivo dello 0,9% e di circa il 5% dall’aprile 2010. Chen Deming, ministro cinese al Commercio, ha risposto che i timori occidentali circa il valore di cambio dello yuan “sono infondati, perché da 3 anni il surplus a favore della Cina negli scambi commerciali è in continua discesa”. Tuttavia per aprile il surplus a favore di Pechino negli scambi commerciali è stimato di 11,4 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 140 milioni di marzo e agli 1,68 miliardi dell’aprile 2010. Ad aprile le importazioni sono cresciute del 29,9% rispetto all’aprile 2010, a conferma che Pechino insiste sul modello di sviluppo fondato sulle forti esportazioni. Il vicepremier Wang Qishan ha confermato che l’inflazione “è il problema più pressante che la Cina deve affrontare” e ha ribadito che ci sarà una ristrutturazione del sistema economico, senza spiegare meglio. Ha anche ribadito l’interesse e l’utilità, per entrambi i Paesi, ad approfondire i rapporti bilaterali. Interesse confermato da Geithner, che ha a sua volta plaudito i “significativi progressi” raggiunti nell’approfondire i rapporti economici e ha aggiunto che le riforme necessarie in entrambi i Paesi “non sono in conflitto, e il rafforzamento delle nostre economie sarà ancora in gran parte complementare”. In campo economico entrambi i Paesi quest’anno sembrano privilegiare la ricerca dei punti comuni, piuttosto che il confronto. Del resto il viceministro alle Finanze Zhu Guangyao ha detto, prima dei colloqui, che entrambi i Paesi vogliono una “riforma” dello yuan, anche se c’è disaccordo sui tempi. Se è più quieto il confronto su temi economici, invece il vicepresidente Usa Joe Biden e il Segretario di Stato Hillary Clinton hanno espresso “un  vigoroso disaccordo nel campo dei diritti umani”, con particolare riguardo alle frequenti “scomparse” di avvocati e scrittori che difendono i diritti umani, arrestati dalla polizia senza accuse formali. E’ la prima volta che l’attuale governo Usa assume una posizione netta, dopo che negli incontri precedenti il problema era stato appena accennato o ignorato, e molti si chiedono se sia conseguenza della forte repressione iniziata in Cina a febbraio per prevenire proteste stile Rivoluzione dei gelsomini, o se si tratti di una posizione soprattutto “politica” che non avrà conseguenze concrete. E’ un dato di fatto che Pechino ha proseguito la repressione, nonostante le proteste internazionali a favore di noti dissidenti arrestati. Dai Bingguo, presidente del Consiglio di Stato, ha solo risposto che la Cina sta facendo “progressi” per i diritti umani e ha invitato i cittadini Usa a visitare la Cina per poter constatare “l’amicizia del popolo cinese”. Intanto le folte delegazioni, composte dai responsabili di 16 agenzie pubbliche Usa e di 20 dipartimenti del governo cinese, affrontano le questioni sul piano pratico, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza e la collaborazione reciproca. Per la prima volta al vertice partecipano esperti e responsabili militari dei 2 Paesi, per iniziare una cooperazione anche in questo settore, su problemi come i progetti nucleari di Corea del Nord e Iran.

Fonte: Asia News, 10 maggio 2011

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