Coldiretti: “Semaforo rosso per l’ortofrutta Made in Italy in Cina”

Coldiretti Ravenna dichiara che la Cina non consente l’ingresso di ortofrutta Made in Italy, ma continua ad “invadere” il nostro Paese con la sua frutta. “Nei negozi della grande distribuzione, anche sul nostro territorio – denuncia Coldiretti – è infatti facile trovare pere nashi di coltivazione cinese. Un bel controsenso col quale i produttori ravennati di frutta, e in particolare di pere, faticano a convivere”.

“Ma il vero quesito è: come mai le pere e le mele cinesi arrivano tranquillamente in Italia, mentre quelle italiane non possono essere esportate in Cina? Le pere e le mele italiane per essere vendute nel paese asiatico, devono essere oggetto di una lunga trattativa che definisce un minuzioso protocollo fitosanitario, che dovrà essere rispettato dai produttori italiani per non incorrere nelle sanzioni delle dogane di Pechino. E per evitare che con i nostri prodotti arrivi qualche parassita in Cina. – dichiara Coldiretti – Ma a qualeprotocollo fitosanitario sono assoggettate le pere (e le mele e altri prodotti) cinesi che arrivano in Ue (sì, perché l’accordo per l’import l’ha stipulato l’Unione Europea)? Una legittima perplessità visto che il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus), il tarlo asiatico (Anoplophora chinensis), la cimice asiatica (Halyomorpha halys), il moscerino dei piccoli frutti (Drosophila suzukii) e la pericolosissima vespa velutina, meglio nota come calabrone asiatico ‘mangia api’, solo per citarne alcune, arrivano tutte da quelle parti. Misteri dell’Ue.”

Ravenna notizie,3 ottobre 2017

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